Sappada: delizie gourmet con gli chef stellati delle Dolomiti Bellunesi.

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Dopo il successo delle precedenti edizioni sul passo Giau e sul Monte Dolada, anche quest'anno la prestigiosa squadra di Chef stellati delle Dolomiti Bellunesi, si è riunita a Sappada (Belluno) per organizzare un vero e proprio pic-nic d'autore sulle sponde del laghetto Ziegelhutte, un suggestivo specchio d'acqua incastonato tra la natura del Bosco Digola, abbracciato dalle incantevoli cime delle Dolomiti. 

A questa importante rassegna enogastronomica hanno aderito gli undici ristoranti del Circuito AltoGusto La Grande Cucina delle Dolomiti Bellunesi: i sei stellati (Dolada, Tivoli, Aga, Al Capriolo, Laite, San Lorenzo) e le altre attività pluripremiate da tutte le guide (Mondschein, Al Borgo, Da Aurelio, Baita Fraina, Alle Codole) che hanno saputo incantare e deliziare con arte e fantasia gli invitati, proponendo undici sfiziose portate realizzate con prodotti tipici della cucina veneta, in grado di richiamare alla memoria i gusti e i sapori delle nostre terre di montagna, abbinate alla degustazione di pregiati vini di alta qualità provenienti da aziende agricole d'eccellenza, tra cui Pian delle Vette Cantina di Montagna con il suo Pinot Nero annata 2012 - Raffinatezza ed Eleganza, che ha accompagnato in tavola il maialino da latte cotto come una volta nell'orzo, servito con purè di fagioli di Lamon, salsa krèn e crescione, preparato dai ristoratori della Baita Fraina di Cortina d'Ampezzo, che è riuscito a sorprendere e a deliziare le papille gustative dei commensali presenti, per il suo gusto intenso e persistente adagiato su note di freschezza e sapidità.

Anche la partecipazione a questo evento, si è rivelata un'occasione importante per promuovere e valorizzare le eccellenze enogastronomiche delle Dolomiti Bellunesi, continuando ad ottenere ottimi risultati che ci lasciano sempre a bocca aperta per i feedback che riceviamo sia dalle persone comuni, sia dai tanti appassionati del buon cibo e vino. 

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La Locanda Solagna riapre puntando sulla riscoperta dei sapori tipici locali.

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Sabato 30 giugno la Locanda Solagna, presente a Quero - Vas dal 1956, ha riaperto le sue porte grazie al sogno portato avanti dal giovane imprenditore Andrea Riboni pronto ad accogliere l'eredità del noto locale del Basso Feltrino, proiettato verso la pianura ma con i piedi ben piantati tra le incantevoli montagne delle Dolomiti Bellunesi. 

Dopo un periodo di chiusura dovuto ai lavori di restyling di questa storica location, oggi la Locanda Solagna si presenta al pubblico con una nuova veste più moderna e rinnovata sia dal punto di vista architettonico, sia per quanto riguarda il menù della cucina.

La scelta dei nuovi materiali e dello stile dato agli spazi, richiamano a colpo d'occhio un forte attaccamento al nostro territorio dolomitico. Certamente la Valbelluna la si ritrova sui muri e nel pavimento, mentre nelle sale si può respirare l'aria di montagna camminando su pietre locali circondate dal legno delle foreste del Cansiglio.

I componenti d'arredo sono stati realizzati utilizzando legno di rovere, castagno e larice, mentre le pietre provengono dalle zone di Bassano del Grappa e di Castellavazzo. Anche il ferro non poteva mancare con un tributo speciale al maestro Carlo Rizzarda.

La nuova gestione punta a diffondere la cultura del buon cibo abbinato alla scelta di vini di alta qualità, facendo riscoprire i prodotti tipici della cucina locale e nazionale, oltre ai presidi Slow Food.

Anche nella scelta dei vini per il brindisi inaugurale, il nuovo gestore ha voluto puntare sulle eccellenze bellunesi, portando in degustazione il nostro Spumante Rosè Extra Brut Dumalis, ottenuto da uve di Pinot Nero vinificato in bianco con Metodo Ancestrale; un vino ottimo come aperitivo ma anche per accompagnare antipasti, creme di verdure, piatti e grigliate di pesce e carni bianche.

Non ci resta che ringraziare Andrea Riboni per aver fatto conoscere nuovamente ai suoi ospiti l'esistenza di Pian delle Vette Cantina di Montagna e per la sua determinazione nel continuare a "divulgare il verbo" che anche in Provincia di Belluno esistono vini meravigliosi che meritano di essere apprezzati e degustati. 

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Il Gioco, protagonista indiscusso della 32^ edizione della Mostra dell'Artigianato di Feltre.

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La Mostra dell'Artigianato Artistico e Tradizionale di Feltre (BL) torna, dal 29 giugno al 01 luglio, ad animare una delle città più antiche e suggestive della Regione Veneto.

Il tema centrale attorno al quale ruotano le mostre ed esposizioni proposte per la 32^edizione di questa manifestazione, è il gioco di espressioni artistiche

L'evento, nasce nel lontano 1986 con l'intento di dare spazio e visibilità all'artigianato di qualità in un contesto davvero unico ed esclusivo: il centro storico della Città di Feltre. 

Il connubio tra Feltre e l'artigianato vanta origini molto antiche e ancor'oggi gode di ottime espressioni. La Città, proprio per la sua ricca storia risalente al I secolo a.C. e per la sua particolare posizione geografica, si è prestata nei secoli ad essere la location ideale per lo sviluppo di botteghe e di attività artigianali, riuscendo ad ottenere diverse eccellenze in settori come la tessitura, la lavorazione del legno, del ferro e della pietra

Il programma di quest'edizione prevede l'inaugurazione della Mostra la sera di venerdì 29 giugno e, a seguire, l'avvio del Simposio di Scultura e il Concorso di Forgiatura dedicato al tema del gioco. Entrambe le competizioni, vantano la presenza di affermati artisti nazionali esperti nella lavorazione del ferro e del legno.

Anche i piccoli visitatori potranno divertirsi cimentandosi nella scoperta della forgiatura. Nel corso dell'intera manifestazione, non mancheranno spettacoli di intrattenimento per adulti e bambini, opere teatrali, la giocoleria e l'arte circense

Intanto, negli androni dei palazzi storici e nei cortili del centro storico, gli scultori e gli artigiani provenienti da ogni parte del Paese, metteranno in mostra le loro opere proponendo al pubblico dimostrazioni dirette di come si eseguono alcune lavorazioni particolari dei vari materiali.

Sempre nella tre giorni, al Palazzo Villabruna saranno esposte le carte da gioco dedicate al Palio di Feltre 2018, realizzate dall'Azienda Del Negro di Treviso, su disegni del noto artista e pittore locale Gian Antonio Cecchin.

In occasione dell'inaugurazione della Mostra dell'Artigianato, vi invitiamo a venirci a trovare nella nostra Cantina di Montagna per farvi conoscere e degustare dal vivo i nostri pregiati vini IGT di alta qualità, prodotti nella "città simbolo" del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

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I Vini Pian delle Vette continuano a fare incetta di premi e di riconoscimenti ufficiali.

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Anche il 2017 per Pian delle Vette Cantina di Montagna è stato un anno intenso e faticoso ma, allo stesso tempo, ricco di soddisfazioni e di nuovi traguardi professionali ottenuti partecipando ai più importanti concorsi vinicoli nazionali ed internazionaliche hanno permesso di ottenere ai suoi pregiati vini di alta qualità diversi premi e riconoscimenti ufficiali tra cui, nel mese di febbraio, la medaglia d'oro al Pinot Nero annata 2012 e d'argento al Granpasso annata 2010 al BeoWine Fair di Belgrado, la più grande fiera del settore vinicolo del Sud Est Europa.

A confermare ulteriormente la raffinatezza ed eleganza del Pinot Nero ci ha pensato anche Davide Paolini che, dopo averlo degustato alla Locanda Solagna di Vas (Belluno), ne è rimasto talmente entusiasta da volerlo recensire in una puntata della trasmissione radiofonica "il Gastronauta" andata in onda su Radio 24 il giorno 20 maggio 2017.

Sempre questo vino ha ottenuto una seconda medaglia d'oro al concorso "Dubrovnik FestiWine Trophy 2017", prestigioso evento dedicato al mondo vinicolo che ha visto la presenza di numerose delegazioni di buyers provenienti da diversi paesi europei. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo scorso anno anche il Granpasso è salito sul gradino più alto del podio, conquistando la medaglia d'oro al concorso "Wine of the year 2017" indetto dalle tre Associazioni "Via Claudia Augusta Altinate" di Germania, Italia ed Austria.

Proprio in qualità di detentrice di questo premio, la Società Agricola Pian delle Vette ha potuto essere presente alla 26^ edizione del Merano Wine Festival, esclusiva kermesse che si è svolta al Kurhaus di Merano, edificio storico del XIX secolo considerato il simbolo di questa Città Termale Alto Atesina, nonchè uno dei capolavori in stile liberty più famosi di tutta l'area alpina.

Un'altro importante riconoscimento è stato portato a casa dal Mat'55 Millesimo 2009 - Sublimazione dell'Attesa, proclamato miglior Vino Spumante Metodo Classico con 72 mesi di maturazione sui lieviti ed almeno altri 8 mesi in bottiglia dopo la sboccatura, alla tradizione "Festa dell'Uva" che ogni anno si tiene nel Comune di Fonzaso.

Tutti questi premi e riconoscimenti ufficiali hanno permesso a Pian delle Vette di continuare ad essere riconosciuta come un'azienda agricola di successo, impegnata nella promozione e valorizzazione della Provincia di Belluno e delle sue tradizioni tipiche locali.

Proprio questo particolare aspetto è stato messo ben in evidenza nella trasmissione televisiva "Gustibus" che ha voluto dedicare uno spazio d'approfondimento proprio all'Azienda Agricola Pian delle Vette e ai suoi pregiati vini di montagna, in occasione di una puntata andata in onda su La 7 dedicata alla conoscenza delle eccellenze enogastronomiche del Veneto. (https://www.youtube.com/watch?v=goKpvb6v-PE&t=1s)

Se è vero che tutto l'impegno, la serietà e la grande passione per il vino e l'ambiente dimostrata in questi anni da Egidio D'Incà e Walter Lira è stata ripagata dall'affetto e dalla continuità dimostrata dai loro clienti, ma anche dai numerosi premi e riconoscimenti ottenuti ai loro pregiati vini, oggi questi due imprenditori agricoli bellunesi desiderano continuare a crescere puntando a migliorare ulteriormente la qualità delle loro etichette, nel pieno rispetto della natura e dei tempi tecnici che servono per ottenere dei vini eccellenti. 

 

 

   

 

 

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Alla scoperta della Viticoltura di Montagna.

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Molto spesso si sente parlare in televisione e sul web di viticoltura eroica, come sinonimo di viticoltura di montagna, oppure di coltivazione della vite in zone montane o collinari impervie, difficili e ad altitudini elevate.

Proprio per fare maggiore chiarezza al riguardo, il Cervim, Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna, ha stabilito alcuni criteri di questa particolare coltivazione della vitis vinifera: pendenza del terreno superiore al 30%, altitudine superiore ai 500 metri sul livello del mare, vigne su terrazze e gradini, viticoltura delle piccole isole.

Proprio per la sua conformazione geografica, con l'arco alpino a nord e la catena appenninica che ne attraversa la dorsale, l'Italia presenta molte zone di viticoltura eroica.

Stiamo parlando di una coltivazione della vite e di una produzione di vino molto spesso legate ad un'economia agricola antica e tradizionale.

Si tratta per lo più di un lavoro faticoso che richiede tempo, energie, tanti sacrifici, investimenti economici ed impegno diretto dell'uomo, non sostituibile di certo con quello meccanizzato. 

Proprio per questi ed altri motivi, nel corso dei secoli questa forma di viticoltura è stata presto abbandonata, per lasciare spazio all'introduzione dei vigneti in zone di bassa collina o in pianura, coltivati con sistemi di meccanizzazione anche delle loro vendemmie. 

Lo sviluppo industriale dell'immediato dopoguerra ha inoltre favorito e accelerato la comparsa di questo processo. Il sogno ed il mito della modernità cittadina e del lavoro in fabbrica, hanno generato un profondo cambiamento socio - economico del nostro Paese, che proprio in nome dell'industrializzazione di massa e del primo progresso tecnologico, ha abbandonato le tradizioni rurali e agricole di un tempo

Tuttavia, praticare la viticoltura di montagna, oggi come in passato, vuol dire puntare sulla qualità dei prodotti che sfuggono, almeno in parte, alle logiche di abbattimento dei costi di produzione perseguiti con l'accanimento della viticoltura normale.

In passato la viticoltura eroica veniva descritta come una viticoltura molto importante per gli aspetti sociali e culturali che preservava, esaltando le capacità dei vignaioli di un tempo di aver saputo diligentemente utilizzare tecniche agronomiche particolari per rendere accessibili ai fini produttivi zone impervie caratterizzate dalla presenza di forti pendenze, dalla fragilità dei suoli caratterizzati da forti tendenze all'erosione e all'impossibilità di utilizzare qualsiasi sistema di meccanizzazione

Oggi questa viticoltura si presenta come un modello in grado di promuovere e valorizzare le risorse naturali in modo sostenibile, risultando così più autonoma rispetto alle zone viticole normali. Molto spesso i territori interessati alla viticoltura di montagna svolgono un importante ruolo di controllo dell'erosione e di mantenimento della biodiversità naturale, scongiurando così il pericolo di abbandono di queste terre.

Certamente in Provincia di Belluno l'Azienda Agricola Pian delle Vette, situata ai piedi delle Vette Feltrine, a 600 metri sul livello del mare, nell'area del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, è l'esempio di una Cantina di Montagna che ha saputo progettare il proprio lavoro facendo dell'impegno e della passione per il vino e per l'ambiente il vero motivo del proprio operare e credere.

Per rispettare questi principi, quest'azienda si è data una dimensione a misura d'uomo, tale da permettere una completa autonomia nella gestione operativa, affinchè tutte le operazioni colturali siano mirate alla salvaguardia della fragilità dell'ecosistema.

Consapevoli di operare in un ambiente difficile, ma appartenente a quelle realtà enologiche italiane di grande pregio storico, culturale e paesaggistico, ogni decisione è stata ed è dettata dal rispetto di precise regole.

Ad esempio, la scelta varietale ha fatto ricorso a quelle selezioni che più si adattano all'ambiente di montagna e che maggiormente possono farsi portavoce dei rigidi inverni, dei sensibili sbalzi termici notte / dì e delle ristrettezze nutritive dei suoli.

I vini prodotti a Pian delle Vette ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi di montagna, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità che li arricchisce di profumi e aromi garantendo tipicità e unicità. 

Ogni vigneto rappresenta una piccola nicchia studiata per valorizzare l'interazione tra la vite e l'ambiente per ottenere così vini di alta qualità, che siano vera espressione del terroir di montagna,  lontani dal rispetto di mode e tendenze del momento. 

L'estensione dei vigneti, che privilegiano l'esposizione dei grappoli e delle foglie al sole, è di due ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Pinot Nero, Teroldego, Gamaret e Diolinoir, le bacche bianche Chardonnay, Muller Thurgau e Traminer Aromatico. Quattro di queste varietà fanno parte dell'IGT Vigneti delle Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego, Muller Thurgau e Traminer) 

Oggi la Società Agricola Pian delle Vette è gestita da Egidio D'Incà e Walter Lira, due noti imprenditori feltrini che, dopo aver svolto varie esperienze professionali di successo in diversi settori economici, sono riusciti a coronare il loro sogno di dedicarsi al mondo della viticoltura, riuscendo a rilanciare in pochi anni la loro Cantina di Montagna sia a livello di brand, sia a livello di produzione, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti ufficiali per l'alta qualità dei vini

Fondamentale resta il principio che ispira  tutto il loro impegno e che si basa sulla volontà di avvicinare il consumatore finale al proprio prodotto attraverso una trasparenza di informazioni, per spiegare la purezza dei vini a chi sa apprezzare davvero i "silenzi" della vita. 

In conclusione, Pian delle Vette rappresenta sicuramente un modello di viticoltura di montagna che negli anni è riuscita a dimostrare come anche in queste zone impervie e di non facile coltivazione dei vigneti, si riesca a fare agricoltura di qualità, riuscendo a coniugare sapientemente tradizione e tecnologia, nel pieno rispetto della natura e delle antiche tradizioni locali.   

  

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L'Indicazione Geografica Tipica "Vigneti delle Dolomiti".

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Le Dolomiti sono da sempre considerate le montagne più belle del mondo, uno straordinario arcipelago fossile che si estende su cinque province e tre regioni e che, grazie alla sua bellezza intrinseca e alle sue eccezionali caratteristiche ambientali e geografiche, è entrato ufficialmente nel 2009 a far parte del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.

Ma il territorio delle Dolomiti è caratterizzato anche dalla presenza di incantevoli luoghi e mete turistiche ideali per coniugare l'amore per la montagna all'interesse per la gastronomia e il vino di queste speciali terre di montagna. Proprio per esaltare l'alta qualità dei vini tipici delle Dolomiti, nel 1996 nasce l'Indicazione Geografica Tipica Vigneti delle Dolomiti (o Weinberg Dolomiten IGP in lingua tedesca), una denominazione interregionale attribuita ai vini bianchi, rossi e rosati prodotti nei territori delle Province di Trento, Bolzano e Belluno, particolari zone geografiche che per clima e conformazione dei terreni, risultano molto vocate per una viticoltura improntata alla ricerca della massima qualità.

I vini Vigneti delle Dolomiti IGT possono essere ottenuti con uve provenienti da vitigni idonei alla coltivazione nelle Province di Bolzano e Trento nella Regione Trentino Alto Adige, e Belluno nella Regione Veneto, iscritti nell'apposito Registro Nazionale delle Varietà di Vite per Uva e Vino, ad esclusione del vitigno Moscato Giallo per i vini bianchi e del Moscato Rosa per i vini rossi e rosati.

La zona di produzione e la sua storia.

La coltivazione della vite e la produzione di vini di alta qualità rappresenta nelle Province di Trento, Bolzano e Belluno un elemento caratterizzante del paesaggio e, inoltre, un importante fonte di tutela del territorio da fenomeni di degrado ambientale e d'abbandono. Tutto questo è oggi dovuto anche grazie all'impegno di piccoli viticoltori locali che, per ragioni di affetto e di tradizioni storiche, più che per necessità economica, hanno ripreso a coltivare appezzamenti di modeste dimensioni, talvolta lavorabili solo manualmente.

Oltre a questa realtà, esistono ovviamente vere e proprie aziende agricole di più considerevoli grandezze ed estensioni che coltivano la maggior parte della superficie vitata, come ad esempio Pian delle Vette Cantina di Montagna in Provincia di Belluno.

Nell'arco di tempo in cui la coltivazione della vite e la storia dell'uomo si sono accompagnate ed intrecciate, si sono sviluppati forti legami che si trasmettono e si rafforzano ancor'oggi nella cultura locale di questi territori (tradizioni, cultura popolare, arte, antiche usanze, gastronomia).

Le più antiche testimonianze sulla coltivazione della vite nell'area interessata alla IGT "Vigneti delle Dolomiti" risalgono all'età del Bronzo Antico e del Ferro Finale e sono rappresentate da antichi vinaccioli rinvenuti nell'insediamento palafitticolo di Ledro e nei dintorni delle città di Bolzano e Merano attribuibili alla cultura Fritzens - Sanzeno. 

Un'innumerevole serie di altri ritrovamenti ci porta fino alla situla reto - estrusca rinvenuta a Cembra sulla quale è ancora riportata una delle più estese iscrizioni di epoca etrusca inneggianti al consumo simposiale del vino.

Un'ulteriore significativa testimonianza sulla produzione e il commercio di vini della regione è rappresentata dalla stele funeraria risalente al II - III secolo d.C. dedicata al commerciante di vini P. Tenatius Essimnus, rinvenuta in Germania. 

Risalgono al periodo medioevale invece le prime regole vendemmiali; nel XII secolo furono emanati gli "Statuti di Trento", ovvero delle norme protezionistiche della produzione locale mirate a prevenire e ad ostacolare l'introduzione di vini prodotti nelle zone confinanti.

Per quanto concerne la Provincia di Belluno, questa è stata caratterizzata fino agli anni '60 da un'economia povera e di sussistenza, basata sopratutto sull'alpeggio e con una forte vocazione agricola. In particolare, il Feltrino è stata per centinaia di anni un'area vocata per la viticoltura.

Le origini storiche della coltivazione della vite nel distretto vitivinicolo Feltrino risalgono molto probabilmente ai primi secoli dopo il mille quando le più favorevoli condizioni climatiche dei terreni posti sulle pendici della conca e la particolare posizione geografica del distretto stesso, hanno portato presto alla vera e propria diffusione della viticoltura. 

L'esportazione di vino di buona qualità poteva indirizzarsi sia verso la vicina Valle di Primiero, ma anche verso le zone del Cadore o dell'Agordino, o ancora raggiungere i territori alpini di lingua tedesca. 

L'antichità e la complessità sociale raggiunta nel Feltrino dalla viticoltura è confermata dallo Statuto dei Vignaioli, approvato nel 1518 subito dopo l'incendio della Città di Feltre, dove sono riportate tutte le norme indispensabili per garantire sia la protezione delle vigne, sia la qualità finale del vino.

Questo particolare settore prospera sino agli inizi del Settecento quando cominciano a manifestarsi i primi segnali di difficoltà. Gli inverni presto si fanno sempre più rigidi, mettendo così a dura prova la resistenza degli impianti, colpiti sempre più da morie di gelo. Tra l'Ottocento e il Novecento sono invece le epidemie di peronospora e fillossera a mettere a serio rischio le coltivazioni con i vitigni tradizionali favorendo la diffusione, anche in Provincia di Belluno, delle viti americane molto più resistenti  alle malattie e caratterizzate da un'alta resa per ettaro. Il loro vino, più abbondante ma di scarsa qualità, ha finito per identificare la produzione locale sino ad oggi. 

Una produzione che fino agli anni Cinquanta del secolo scorso poteva vantare ancora centinaia di ettari, circa cinquecento nel solo Feltrino. Nell'immediato secondo dopoguerra il territorio bellunese è diventato protagonista dello sviluppo industriale del Paese; l'industria dell'occhiale e l'avvento del settore manifatturiero hanno portato all'abbandono progressivo della coltivazione dei campi decretando la quasi scomparsa della viticoltura a Belluno

Eppure nel corso di questi ultimi anni alcuni coraggiosi imprenditori agricoli bellunesi come Egidio D'Incà e Walter Lira, hanno voluto scommettere ed investire su varietà internazionali, riuscendo ad ottenere pregiati vini di alta qualità, che vengono sempre di più apprezzati, riconosciuti e premiati sia in Italia, sia all'estero.

Oggi, proprio alcune rinomate etichette prodotte dall'Azienda Agricola Pian delle Vette si fregiano dell'Indicazione Geografica Tipica Vigneti delle Dolomiti come, ad esempio, il Granpasso Uve Teroldego Annata 2010 - Carattere Deciso.

Il Granpasso Uve Teroldego Annata 2010 - Carattere Deciso.

Questo vino al naso presenta in modo decisivo un fruttato di prugna in confettura, una composizione di fiori appassiti, cioccolatino ripieno di liquore di marasca e note balsamiche.

Al gusto è avvolgente e strutturato, con tannino piacevolmente levigato. Persistente e intenso il finale che rimane a lungo sul palato ricordando le note di ciliegia matura.

Si consiglia il suo abbinamento con carni rosse, cacciagione e selvaggina. Si sposa molto bene anche con i piatti tipici della cucina di montagna come polenta e capriolo e con alcune tipologie di formaggi stagionati.

Proprio l'anno scorso questo speciale vino di montagna ha ottenuto la medaglia d'oro al Concorso "Wine of the Year 2017" indetto dalle Associazioni "Via Claudia Augusta Altinate" di Germania, Austria e Italia e, inoltre, altri numerosi riconoscimenti e premi ufficiali sia in Italia, sia all'estero, tra cui la medaglia d'argento al Concorso BeoWine Fair" di Belgrado, la più importante fiera enologica del Sud Est Europa.

 

 

 

 

  

 

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Il turismo enogastronomico conquista gli italiani.

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Il turismo enogastronomico sta vivendo un periodo sempre più aureo nel nostro Paese. Un italiano su tre dichiara di aver svolto almeno un viaggio all'insegna dell'enogastronomia nel corso degli ultimi tre anni. Un dato in forte crescita rispetto a quello registrato nel 2016 che si attestava al 21%. Ma ora i turisti enogastronomici salgono al 30%.

Questa importante rilevazione testimonia come l'enogastronomia oggi sia passata da un ruolo "accessorio" a vera e propria componente in grado di influenzare sempre di più la scelta di viaggio degli italiani, a tal punto che il 63% di questi valuta molto importante la presenza di un'offerta enogastronomica o tematica quando sceglie la meta dove trascorrere le proprie vacanze.

Elementi imprescindibili sono la qualità e la sostenibilità, mentre per quanto riguarda il tema green non è un driver di scelta solo per le produzioni agroalimentari, ma anche delle strutture ricettive e degli eventi. Tra le esperienze food più popolari e maggiormente preferite da gli italiani, dopo l'assaggiare piatti tipici locali  in un ristorante, seguono visitare un mercato con presenza di prodotti agricoli del territorio e acquistare cibo da un food truck. Forte risulta anche l'interesse verso il settore Beverage, con la scelta di degustare non solo vini di qualità ma anche proposte di birre locali.

La Regione più ambita e desiderata dai turisti italiani per trascorrere un periodo di riposo, svago e relax è la Toscana, ma si riscontra anche un particolare interesse per le località del Sud, specialmente per la Sicilia e la Puglia. Quello che emerge dal Primo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, presentato qualche giorno fa a Milano, è che molte regioni presentano un potenziale turistico inespresso o ancora poco valorizzato e, quindi, non vengono percepite attualmente come mete enogastronomiche rilevanti, nonostante siano ricche di eccellenti prodotti tipici locali. 

Stando a quanto emerge dall'analisi dei dati di questo interessante studio, possiamo affermare che la Lombardia, il Piemonte e il Veneto, pur vantando un'offerta turistica ed enogastronomica degna di rispetto, si posizionano tutte immediatamente dietro la Toscana.

Anche Egidio D'Incà e Walter Lira, i due soci dell'Azienda Agricola Pian delle Vette, condividono pienamente il discorso dell'attuale ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, pronunciato in occasione della conferenza stampa di presentazione di questo Primo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano: "Oggi c'è una crescente domanda di servizi per i turisti del cibo che va sempre di più soddisfatta. E' molto positiva la crescita dei viaggiatori che visitano i nostri territori alla scoperta delle ricchezze enogastronomiche. Serve ora aprirsi ancora di più, aggiungendo alla qualità e alla sostenibilità la parola multifunzionalità. La ricezione turistica, anche attraverso l'apertura delle strutture produttive ai visitatori, può diventare uno strumento essenziale per avvicinare e far incontrare produttori e consumatori, oltre che essere una voce di reddito aggiuntiva, Su questa strada dobbiamo fare di più a partire dalla formazione professionale. Abbiamo bisogno di professionisti del cibo, che sappiano interagire anche con i turisti e con i buyer stranieri."

Queste prezioso discorso rappresenta un'importante occasione per ricordare nuovamente ai nostri affezionati Clienti e lettori che Pian delle Vette Cantina di Monatagna è costantemente impegnata nella promozione delle eccellenze enogastronomiche bellunesi e della Regione Veneto sia in Italia, sia all'estero, partecipando attivamente alle più prestigiose manifestazioni e rassegne del settore Food & Beverage, che ci hanno permesso anche di portare a casa numerosi apprezzamenti, riconoscimenti e premi proprio per l'alta qualità dei nostri vini di montagna prodotti a Vignui di Feltre, piccolo borgo situato alle porte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. 

Inoltre, all'interno della nostra Azienda Agricola è sempre possibile organizzare serate o eventi speciali per poter conoscere e degustare in piena tranquillità e in buona compagnia, le nostre etichette abbinate ad una selezione di prodotti della cucina tipica di montagna.

Proprio a conclusione di un 2017 ricco di grandi soddisfazioni e di nuovi importanti successi ottenuti con tanta dedizione, sacrifici e ore di lavoro sui vigneti, per Egidio D'Incà e Walter Lira è arrivata davvero una succulenta occasione; ovvero poter andare in onda sulla trasmissione televisiva Gustibus di La 7, in occasione di una puntata speciale dedicata alla promozione e valorizzazione delle eccellenze gastronomiche del Veneto, facendo conoscere alla platea televisiva la storia di Pian delle Vette e dei suoi pregiati vini di alta qualità. 

Per quanto concerne il profilo del turista enogastronomico italiano, Roberta Garibaldi, esperta di turismo e cultura e docente presso l'Università degli Studi di Bergamo, lo sintetizza così: "E' un turista acculturato, con maggiore capacità e propensione alla spesa, che cerca nell'enogastronomia un'opportunità di conoscenza e contatto con la cultura di un territorio. Organizza il suo viaggio affidandosi sempre più al web, sia per raccogliere informazioni, sia per prenotare le singole componenti del viaggio. Durante il suo soggiorno vuole sentirsi sempre più coinvolto ed è disposto a sperimentare l'enogastronomia a 360 gradi, affiancando spesso altre proposte attive, Preferisce percorsi misti, non monotematici: il turista del vino cerca anche ottime esperienze gastronomiche."

Se si considera l'offerta enogastronomica, i numeri del nostro Bel Paese sono di tutto rispetto, con 821 Indicazioni Geografiche Food & Wine, 586 ristoranti di eccellenza, 11.329 agristori, 18.632 agriturismi con alloggio, 169 Strade del Vino e dei Sapori, 12.446 agriturismi che offrono proposte turistiche quali maneggi, escursioni guidate a piedi o in mountain bike, fattorie didattiche etc. A ciò si aggiungono una molteplicità di altre esperienze food & beverage, quali Musei del Gusto, esperienze in cantina, eventi tematici e scuole di cucina.

 

 

 

 

 

 

 

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Pian delle Vette, un'azienda agricola di nicchia alle porte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

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Per molti può sembrare una curiosa novità, ma di viticoltura a Belluno e, in particolar modo nel Feltrino, se ne parla già da diversi secoli. Infatti, proprio nell'archivio storico del Comune di Feltre si trovano numerosi riferimenti a particolari statuti che disciplinavano la coltura della vite sin dal lontano millecinquecento e, inoltre, nel '600 il Canonico della Cattedrale di Belluno Giovan Battista Barpo nei suoi libri "Le delizie e i frutti dell'agricoltura e della villa" dedica proprio un capitolo a "Delle uve, delle viti e dei recipienti per il vino" andando a descrivere minuziosamente le principali tipologie di uva locali fornendo preziosi consigli per la loro coltivazione.

Purtroppo la diffusione dell'oidio, della peronospora e della fillossera, lo scoppio della Grande Guerra, l'emigrazione dei primi del novecento e la massiccia industrializzazione avvenuta dopo il disastro del Vajont, portarono in breve tempo all'abbandono della coltivazione della vite a Belluno.

Nel corso di questi anni c'è stata però una rinnovata attenzione ed interesse verso la vite da parte di alcune aziende agricole bellunesi che hanno saputo recuperare i terreni vocati alla sua coltivazione, riprendendo così una produzione che, seppur limitata quantitativamente, riesce a riscuotere notevoli consensi, apprezzamenti e riconoscimenti in Italia, e all'estero, per l'alta qualità dei vini

Attualmente sono 147 gli ettari di vigneti presenti in Provincia di Belluno, una sessantina dei quali appartengono a produttori trevigiani che hanno scelto di espandersi a Belluno per proseguire il Metodo Tradizionale. Il vino biologico, invece, è un fenomeno in costante crescita: sono già quattro le aziende bellunesi in possesso della relativa certificazione. 

Uno degli aspetti più curiosi che riguarda il mercato del vino bellunese è l'incremento del numero di donne che si dedicano alla viticoltura in Provincia di Belluno in quanto sembra che questa attività rappresenti una valida opportunità per conciliare la vita familiare con il proprio lavoro. 

Un secondo aspetto molto interessante riguarda i piccoli produttori che hanno ripreso la coltivazione della vite in zone di montagna, limitando sempre più l'utilizzo dei fitofarmaci sia per una questione economica, sia soprattutto per rispettare e tutelare maggiormente l'ambiente che circonda le incantevoli montagne delle Dolomiti Bellunesi, dichiarate Patrimonio dell'Umanità.

Certamente l'Azienda Agricola Pian delle Vette, situata a Vignui di Feltre, piccolo borgo immerso alle porte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, è l'esempio di una Cantina di Montagna che, pur avendo dimensioni ridotte, ha saputo coniugare negli anni la riscoperta della viticoltura locale con le nuove tecnologie enologiche, nel pieno rispetto della tradizione e dell'ambiente circostante.

Qui la scelta varietale ha fatto ricorso a quelle selezioni che più si adattano all'ambiente di montagna e che maggiormente possono farsi portatrici dei rigidi inverni, dei sensibili sbalzi termici notte / dì e delle ristrettezze nutritive dei suoli. 

I vini prodotti da Pian delle Vette ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità che li arricchisce di profumi e aromi garantendo tipicità e unicità.

La società agricola Pian delle Vette è gestita da Egidio D'Incà e Walter Lira, due imprenditori feltrini che, dopo aver svolto varie esperienze professionali in diversi settori economici, hanno coronato il loro sogno di dedicarsi al mondo della viticoltura riuscendo a rilanciare questa Cantina sia a livello di brand, sia a livello di produzione, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti proprio per l'alta qualità dei loro vini di montagna

A Pian delle Vette ogni vigneto rappresenta una piccola nicchia studiata appositamente per ottenere prodotti unici lontani dal rispetto di mode e di tendenze del momento. 

L'estensione dei vigneti è di due ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Pinot Nero, Teroldego, Gamaret, Diolinoir, le bacche bianche Chardonnay, Muller Thurgau e Traminer Aromatico.

Quattro di queste varietà fanno parte dell'IGT delle Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego, Muller Thurgau e Traminer), mentre dal 2013 il vino spumante rientra anche nella DOC Serenissima.

La coltivazione della vite viene da sempre effettuata nel pieno rispetto dell'ambiente che circonda il territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Pian delle Vette rappresenta un modello di viticoltura di montagna che dimostra come anche in queste zone impervie e di non facile coltivazione del vigneto, si riesca a fare agricoltura di qualità, riuscendo a coniugare sapientemente tradizione e tecnologia, sempre nel pieno rispetto della natura e delle tradizioni locali.       

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