PIAN DELLE VETTE ADERISCE AL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO

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Ancora una volta facciamo da apripista in provincia. Infatti siamo la prima cantina bellunese ad aderire al Movimento Turismo del Vino, perché crediamo fermamente nell’enoturismo come forma di comunicazione e acculturamento. Strumento per far conoscere il nostro territorio, grazie al quale i nostri vini possono vantare caratteristiche uniche.

L’associazione

Il Movimento Turismo del Vino, nato nel 1993, è un'associazione non profit che annovera circa 900 fra le più prestigiose cantine d'Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti. Primo fra tutti, quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità (www.movimentoturismovino.it).

L’evento che più di tutti ha permesso di far conoscere MTV al grande pubblico è Cantine Aperte. Il più importante evento a livello nazionale dedicato al vino e ai luoghi evocati alla produzione enoica, nato per avvicinare l’appassionato e l’enoturista al mondo e alla cultura del vino, favorendo in questi anni lo sviluppo dell’accoglienza in cantina.

Quest’anno a causa del coronavirus la manifestazione non si potrà svolgere con le consuete modalità: per questo motivo si assisterà all'edizione speciale #CantineAperteInsieme, l'occasione per restare accanto ai winelovers e lanciare i prossimi appuntamenti di Cantine Aperte nell'autunno 2020.

Il weekend del 30-31 maggio #CantineAperteInsieme sarà online, smart e social: in tutta Italia le cantine del Movimento Turismo del Vino si riuniranno virtualmente per un grande weekend online con degustazioni in diretta, brindisi social e altre iniziative per far sentire la vicinanza del Movimento agli enoappassionati e poterli accogliere al meglio in cantina durante l’estate e l’autunno. Il tema di questa edizione è #piacere, inteso come il piacere della accoglienza enoturistica veneta.

Le nostre iniziative

Il 30 maggio alle ore 12.00 daremo spazio al #piacere della scoperta. Il nostro cantiniere Egidio, immerso nel nostro vigneto, vi racconterà la storia dell’iconica chiesetta nell’abitato di Vignui, che si vede dalla nostra cantina. Al termine stapperà una bottiglia di Croda Bianca, uno spumante ancestrale del 2016 ottenuto con uve Muller Thurgau e Bianchetta (autoctona).

Domenica 31 maggio alle 11.00 saremo invece nel vicino abitato di Feltre ospiti di Enoteca Contemporanea e del nostro amico Paolo Grando, ambasciatore dei prodotti agricoli bellunesi. Qui celebreremo il #piacere della condivisione stappando il nostro prodotto di punta: Mat’55. Un metodo classico extra brut del 2011 che ha riposato per ben 6 anni sui lieviti.

Potrete seguirci sui nostri canali FB @piandellevettecantine e IG @piandellevette_cantina

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Il nostro Pinot Nero fa impazzire i cinesi.

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Lo chef stellato Graziano Prest, patron del ristorante Tivoli di Cortina D'Ampezzo, che propone da oltre vent'anni ad una clientela particolarmente esigente e raffinata menù della tradizione veneta rivisitati e rielaborati con sapiente creatività e fantasia, utilizzando i prodotti d'eccellenza del territorio delle Dolomiti Bellunesi come i fagioli IGT di Lamon, i funghi del Cadore, l'Agnello dell'Alpago oppure il pesce fresco dei vicini mercati ittici di Venezia e Chioggia, ha recentemente allestito e curato una cena di gala a Palazzo Labia, in occasione della 75esima edizione della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia

Un importante evento enogastronomico in cui ha scelto di proporre, ad accompagnamento di uno dei suoi piatti, il nostro vino IGT Vigneti delle Dolomiti "Pinot Nero annata 2012 - Raffinatezza ed Eleganza. 

La cena di gala.

La cena di gala in onore di un gruppo di imprenditori cinesi è una tradizione che persiste ormai da più di tre anni. Nella prima edizione la cornice era quella della vecchia fonderia di Murano, mentre quest'anno la location era ancora più esclusiva e d'eccellenza, ossia quella di Palazzo Labia, attuale sede della RAI di Venezia

L'appuntamento enogastronomico dedicato in particolar modo a un produttore cinematografico cinese che presto andrà in pensione, e che tra i suoi primi film aveva prodotto "Marco Polo", è stato abilmente impostato dalo Che sulla preparazione di un menù incentrato su piatti relativi a illustri personaggi storici che a Venezia erano di casa come lo scrittore Hemingway e Casanova.

Proprio per mantenere un contesto di regionalità, Graziano Prest ha deciso di servire in tavola il nostro pluripremiato Pinot Nero che, fin da subito, ha riscosso un notevole successo ed apprezzamento da parte di questo noto produttore cinese, a tal punto che i dirigenti RAI presenti all'evento hanno pensato di fargli recapitare dodici bottiglie di questo nostro pregiato vino di alta qualità prodotto a Vignui di Feltre, nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Questa è l'ennesima dimostrazione che il vino bellunese sta conquistando sempre più nuovi mercati e che le cose fatte con il cuore, serietà e conoscenza, stanno pian piano emergendo non solo nel nostro bel Paese, ma anche e soprattutto all'estero. 

 

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La viticoltura bellunese si espande puntando sull'alta qualità delle produzioni vinicole.

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La Provincia di Belluno fino agli anni Sessanta del secolo scorso, è stata caratterizzata da un'economia agricola povera basata in prevalenza sull'alpeggio; la viticoltura, fiorente nei secoli precedenti in aree vocate come il Feltrino, era considerata per lo più un'attività marginale. 

Nell'ultimo decennio, si è verificata un'inversione di tendenza: il Bellunese ha riconquistato una forte vocazione vitivinicola recuperando la propria storia, rivelandosi presto un interessante territorio sperimentale in cui coesistono la conservazione dei vigneti autoctoni abbinati alla sperimentazione di varietà più resistenti; il tutto in una prospettiva di una viticoltura eroica di qualità e sostenibile. 

Rispetto alla superficie vitata della Regione Veneto, stimata in 90.000 ettari per il 2017, il Bellunese ne conta solo 147. Un piccolo numero che è aumentato di un terzo nell'ultimo triennio e che ha visto la nascita di nuove aziende agricole di dimensioni medio piccole, spesso gestite a livello familiare. Anche il biologico risulta un settore in forte crescita, con quattro aziende già certificate ed una decina in conversione.

L'area geografica del vitigno Bellunese.

Geograficamente, il vitigno bellunese si distribuisce in località ben definite e circoscritte come ad esempio la zona di Feltre, dove recentemente è nato il Consorzio Coste del Feltrino. 

La Conca dell'Alpago, dove stanno nascendo piccole aziende che hanno ripreso a coltivare la vite, in abbandono dal secondo dopoguerra in questi luoghi. Seren del Grappa, dove è in atto una vera e propria sperimentazione sulle varietà resistenti di Vitis Vinifera che s'inserisce in un progetto più ampio ed articolato di rivitalizzazione del territorio della Valle di Seren.

Infine, la Valbelluna - Sinistra Piave - dove poco più di 60 ettari di vigneto sono coltivati prevalentemente a Glera, assieme ad altre varietà atte alla produzione del noto Prosecco DOC

Il Consorzio Coste del Feltrino.

La vocazione storica della viticoltura feltrina risulta oggi molto documentata. Lo Statuto dei Vignaioli del Monte Aurin, approvato nel 1518, stabiliva norme precise per la conduzione dei vigneti per garantire, fin da allora, vini di alta qualità che avevano un mercato fiorente verso l'Agordino, la Valle di Primiero e i territori alpini di lingua tedesca.  I vigneti occupavano le rive esposte a sud nei comuni di Feltre, Fonzaso, Arsiè e Seren del Grappa, con una produzione di qualità derivante da varietà soprattutto locali.

Nel Settecento, l'arrivo di inverni sempre più rigidi misero a dura prova il territorio della Provincia di Belluno, poi tra l'Ottocento e il Novecento, la comparsa delle malattie della vite provocarono un primo impoverimento del patrimonio vinicolo, con conseguente introduzione delle viti americane. Inoltre, nel secondo dopoguerra, la crescita e lo sviluppo del settore manifatturiero e dell'occhialeria, favorirono un consistente abbandono delle terre agricole e la quasi scomparsa della viticoltura bellunese.

Ma da qualche anno, un gruppo di viticoltori ha ripreso con entusiasmo a coltivare la vite, andando a recuperare antiche varietà locali come la Bianchetta, la Pavana, la Turca e la Gata, anche sperimentando con notevole successo altre cultivar italiane ed internazionali come Merlot, Chardonnay, Pinot Nero e Teroldego

Nel marzo del 2015, questo gruppo di imprenditori agricoli ha dato vita al Consorzio Coste del Feltrino, al quale oggi aderiscono 11 aziende, con un totale di 20 ettari vitati. La sua mission principale è caratterizzare fortemente tutte le imprese del settore che operano in questa particolare area, proponendo un modello di viticoltura non intensiva legata alla tradizione, al paesaggio e altre attività agricole già esistenti. 

Oltre ad un rigido Statuto, i soci del Consorzio sono tenuti al rispetto di una "Regola di Produzione", che stabilisce quali sono le varietà ammesse, escludendo quelle che non s'integrano perfettamente con il territorio montano delle Dolomiti Bellunesi.

Regole severe che privilegiano la conduzione biologica o integrata dei vigneti restringendo le norme già poste in essere dal Disciplinare dell'IGT Vigneti delle Dolomiti.

Tutto questo rappresenta un primo passo verso l'ottenimento di una denominazione d'origine specifica, a tutela di un patrimonio fatto di storia, qualità ed eccellenza. 

 

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Il Gioco, protagonista indiscusso della 32^ edizione della Mostra dell'Artigianato di Feltre.

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La Mostra dell'Artigianato Artistico e Tradizionale di Feltre (BL) torna, dal 29 giugno al 01 luglio, ad animare una delle città più antiche e suggestive della Regione Veneto.

Il tema centrale attorno al quale ruotano le mostre ed esposizioni proposte per la 32^edizione di questa manifestazione, è il gioco di espressioni artistiche

L'evento, nasce nel lontano 1986 con l'intento di dare spazio e visibilità all'artigianato di qualità in un contesto davvero unico ed esclusivo: il centro storico della Città di Feltre. 

Il connubio tra Feltre e l'artigianato vanta origini molto antiche e ancor'oggi gode di ottime espressioni. La Città, proprio per la sua ricca storia risalente al I secolo a.C. e per la sua particolare posizione geografica, si è prestata nei secoli ad essere la location ideale per lo sviluppo di botteghe e di attività artigianali, riuscendo ad ottenere diverse eccellenze in settori come la tessitura, la lavorazione del legno, del ferro e della pietra

Il programma di quest'edizione prevede l'inaugurazione della Mostra la sera di venerdì 29 giugno e, a seguire, l'avvio del Simposio di Scultura e il Concorso di Forgiatura dedicato al tema del gioco. Entrambe le competizioni, vantano la presenza di affermati artisti nazionali esperti nella lavorazione del ferro e del legno.

Anche i piccoli visitatori potranno divertirsi cimentandosi nella scoperta della forgiatura. Nel corso dell'intera manifestazione, non mancheranno spettacoli di intrattenimento per adulti e bambini, opere teatrali, la giocoleria e l'arte circense

Intanto, negli androni dei palazzi storici e nei cortili del centro storico, gli scultori e gli artigiani provenienti da ogni parte del Paese, metteranno in mostra le loro opere proponendo al pubblico dimostrazioni dirette di come si eseguono alcune lavorazioni particolari dei vari materiali.

Sempre nella tre giorni, al Palazzo Villabruna saranno esposte le carte da gioco dedicate al Palio di Feltre 2018, realizzate dall'Azienda Del Negro di Treviso, su disegni del noto artista e pittore locale Gian Antonio Cecchin.

In occasione dell'inaugurazione della Mostra dell'Artigianato, vi invitiamo a venirci a trovare nella nostra Cantina di Montagna per farvi conoscere e degustare dal vivo i nostri pregiati vini IGT di alta qualità, prodotti nella "città simbolo" del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

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Un debutto in grande stile per il Dop Piave Vecchio e i vini bellunesi al Vinitaly 2018.

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Un debutto in grande stile, in un prestigioso palcoscenico come quello del Vinitaly di Verona, la più importante fiera del settore vinicolo italiano, ha visto protagonisti - martedì 17 aprile 2018 - cinque pregiati vini bellunesi, tra cui anche il nostro Granpasso Uve Teroldego annata 2010 - Carattere Deciso, detentore della medaglia d'oro al Concorso "Wine of The Year 2017" indetto dalle Associazioni Via Claudia Augusta Altinate di Germania, Austria e Italia, abbinati al formaggio Dop Piave Vecchio Selezione Oro, prodotto esclusivamente con latte bellunese, nel pieno rispetto delle antiche regole e tradizioni dell'arte casearia, dal sapore intenso e fruttato che lo rende inconfondibile nel colore, nella pasta e al palato. Un formaggio vincitore di numerosi premi e riconoscimenti ufficiali: dal trionfo agli Italian Cheese Adwards al Caseus Veneti.

Uno speciale ed inedito abbinamento fortemente voluto da Confagricoltura, nel cui stand si è svolta una presentazione - degustazione delle eccellenze gastronomiche delle Dolomiti Bellunesi, alla presenza di numerosi enologi, giornalisti e addetti del settore, per dare il giusto risalto alla viticoltura bellunese, che nel solco di un'antica tradizione sta riscoprendo sempre più il proprio potenziale enologico, con vitigni autoctoni e internazionali che ben si adattano al clima e al terroir di montagna.

Protagonisti di questo particolare ed inedito connubio sono stati cinque viticoltori bellunesi facenti parte del Consorzio di Tutela Coste del Feltrino, assieme ad alcuni componenti della Confraternita del Formaggio Dop Piave, introdotti dagli interventi del giornalista enogastronomico bellunese Alberto Marcomini, Enzo Guarnieri, Predidente del Consorzio Coste del Feltrino, Gianpaolo Cet, Presidente di Piwi Veneto (viti resistenti), Fabio Bona, Presidente della Confraternita Dop Piave e da Diego Donazzolo, Presidente di Confagricoltura Belluno.

Davvero molto interessante è stato il discorso di Enzo Guarnieri che ha riferito come la Provincia di Belluno sia stata fino alla prima metà del Novecento una zona di grande produzione vinicola (soprattutto nel Feltrino), riuscendo ad ottenere 80.000 ettolitri di vino all'anno. Un patrimonio che poi è andato disperso a causa dello scoppio della Grande Guerra e dell'avvento della fillossera, della peronospora e dell'oidio.

Oggi lungo i cinquanta chilometri che vanno dalla Conca dell'Alpago alla Città di Feltre, si è sviluppata una viticoltura eroica che presenta pendenze elevate e notevoli difficoltà di meccanizzazione, che ha permesso di recuperare varietà autoctone come Bianchetta, Pavana, Gata, Turca, e alcune varietà internazionali come Pinot, Chardonnay, Merlot, Traminer Aromatico e Manzoni Bianco. Attualmente le aziende vinicole del Consorzio Coste del Feltrino coltivano venti ettari di vite con una produzione di 1.200 ettolitri di vino annui. 

In conclusione, anche questa passerella del Vinitaly 2018 si è rivelata un'importante occasione per far comprendere al grande pubblico l'alta qualità dei vini bellunesi che ben si identificano con le peculiarità del territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, sposando il rispetto delle antiche tradizioni all'uso smisurato della tecnologia. 

Una bella realtà montana che sta crescendo, ma che va fatta conoscere sempre di più in altri prestigiosi contesti nazionali ed internazionali. 

 

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Artista in Cantina. Laboratorio di Pittura Creativa a Pian delle Vette.

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L'arte non rappresenta soltanto un diversivo alla nostra quotidianità ma anche un efficace strumento di miglioramento e di sensibilizzazione alla portata di ognuno di noi, a patto che ci si avvicini con la dovuta sensibilità e disponibilità a mettere in discussione qualche nostra certezza o convinzione personale.

A conferma di questa nobile affermazione riguardo all'importanza che assume l'arte nella vita di tutti i giorni, il ricercatore americano Harold J Dupuy ha affermato che quando contempliamo un'opera d'arte rilasciamo dopamina, un neurotrasmettitore che regola l'umore.

Questo lo ha confermato anche una recente ricerca italiana condotta dall'Istituto Clinico Humanitas di Milano che ha messo in relazione la salute psicofisica di ogni essere umano con la cultura, in particolar modo con l'arte: "il bello" provoca emozioni, sensazioni e piacevoli ricordi capaci di agire sulla mente umana apportando benefici maggiori di quelli che si possono generalmente ottenere assumendo farmaci specifici.

Nella nostra vita, per vivere meglio, serve più arte. Perchè come sosteneva il grande artista Pablo Picasso "l'arte scuote dall'anima la polvere accumulata dalla vita di tutti i giorni". Persino Alain De Botton e Jhon Armstrong, che proprio attorno a questa idea hanno costruito la loro scuola e il loro movimento, hanno da sempre sostenuto che l'arte permette di risolvere i problemi della vita e trovare la felicità. 

Non è quindi una novità che l'arte rappresenti un potente mezzo per instaurare relazioni soddisfacenti e superare le proprie ansie e paure, ma oggi abbiamo senza dubbio delle ragioni fondate, per essere certi che da questa possiamo trarre davvero degli ottimi benefici per la nostra salute umana.

Sicuramente è proprio partendo dallo sviluppo di queste idee che Giulia del Cappellano ha voluto far nascere Arte Officina con lo scopo di rendere l'Arte fruibile in ogni settore lavorativo in modo da poter migliorare ulteriormente l'impatto di ogni attività attraverso la realizzazione di soluzioni creative attraenti ed estetiche.

Ciò che contribuisce a rendere l'arte unica al mondo è che può svilupparsi ovunque. Può confondersi tra le persone più comuni oppure dietro ad oggetti banali che circondano la vita di tutti i giorni, per poi riuscire a brillare di nuova luce davanti agli occhi di un essere umano che sia in grado davvero di riconoscerla ed apprezzarla.

Inoltre non è da considerarsi una novità anche il fatto che l'arte italiana abbia fatto il suo ingresso anche nelle cantine vinicole italiane. Non lo è nemmeno per l'Azienda Agricola Pian delle Vette che ha accettato ben volentieri di organizzare in collaborazione con Arte Officina di Giulia del Cappellano il laboratorio di pittura creativa Artista in Cantina, che si terrà sabato 24 marzo 2018 alle ore 14:00 e che sarà condotto da Elisa Rossi, artista figurativa di fama internazionale specializzata in pittura ad olio, che vanta un'esperienza pluriennale nell'insegnamento sia a privati che in ambito aziendale.

Obiettivo di questo evento creativo al quale possono partecipare - previo pagamento della relativa quota d'iscrizione di € 80,00 - da un minimo di quattro ad un massimo di dodici persone, è imparare a selezionare, mettere a fuoco e interpretare in modo corretto la bellezza della realtà che ci circonda, attraverso il disegno artistico e la pittura.

Ogni partecipante avrà a disposizione quattro ore per dare vita alla sua opera d'arte. Proprio dopo aver dato libero sfogo alla propria fantasia, ingegno e vena artistica, seguirà una degustazione di tre vini di alta qualità prodotti da Pian delle Vette Cantina di Montagna con possibilità di scelta di abbinarli ad un entrèe di formaggi e sopressa locale oppure ad un piatto tipico della cucina bellunese.

Artisti in Cantina è un laboratorio che nasce anche per promuovere e valorizzare la conoscenza delle antiche tradizioni dei nostri luoghi di montagna, dove tutt'oggi è ancora il suono delle campane a scandire il trascorrere del tempo.

Egidio D'Incà e Walter Lira, i due gestori della Società Agricola Pian delle Vette, sono convinti che il profumo del vino, protagonista ed ospite indiscusso di questo evento, sarà il pretesto e l'occasione per lo sviluppo di altri discorsi, storie e scambi culturali tra i diversi linguaggi dell'arte. 

Per prenotazioni e/o richieste di maggiori informazioni, si prega di inviare un'e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    

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Pian delle Vette, un'azienda agricola di nicchia alle porte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

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Per molti può sembrare una curiosa novità, ma di viticoltura a Belluno e, in particolar modo nel Feltrino, se ne parla già da diversi secoli. Infatti, proprio nell'archivio storico del Comune di Feltre si trovano numerosi riferimenti a particolari statuti che disciplinavano la coltura della vite sin dal lontano millecinquecento e, inoltre, nel '600 il Canonico della Cattedrale di Belluno Giovan Battista Barpo nei suoi libri "Le delizie e i frutti dell'agricoltura e della villa" dedica proprio un capitolo a "Delle uve, delle viti e dei recipienti per il vino" andando a descrivere minuziosamente le principali tipologie di uva locali fornendo preziosi consigli per la loro coltivazione.

Purtroppo la diffusione dell'oidio, della peronospora e della fillossera, lo scoppio della Grande Guerra, l'emigrazione dei primi del novecento e la massiccia industrializzazione avvenuta dopo il disastro del Vajont, portarono in breve tempo all'abbandono della coltivazione della vite a Belluno.

Nel corso di questi anni c'è stata però una rinnovata attenzione ed interesse verso la vite da parte di alcune aziende agricole bellunesi che hanno saputo recuperare i terreni vocati alla sua coltivazione, riprendendo così una produzione che, seppur limitata quantitativamente, riesce a riscuotere notevoli consensi, apprezzamenti e riconoscimenti in Italia, e all'estero, per l'alta qualità dei vini

Attualmente sono 147 gli ettari di vigneti presenti in Provincia di Belluno, una sessantina dei quali appartengono a produttori trevigiani che hanno scelto di espandersi a Belluno per proseguire il Metodo Tradizionale. Il vino biologico, invece, è un fenomeno in costante crescita: sono già quattro le aziende bellunesi in possesso della relativa certificazione. 

Uno degli aspetti più curiosi che riguarda il mercato del vino bellunese è l'incremento del numero di donne che si dedicano alla viticoltura in Provincia di Belluno in quanto sembra che questa attività rappresenti una valida opportunità per conciliare la vita familiare con il proprio lavoro. 

Un secondo aspetto molto interessante riguarda i piccoli produttori che hanno ripreso la coltivazione della vite in zone di montagna, limitando sempre più l'utilizzo dei fitofarmaci sia per una questione economica, sia soprattutto per rispettare e tutelare maggiormente l'ambiente che circonda le incantevoli montagne delle Dolomiti Bellunesi, dichiarate Patrimonio dell'Umanità.

Certamente l'Azienda Agricola Pian delle Vette, situata a Vignui di Feltre, piccolo borgo immerso alle porte del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, è l'esempio di una Cantina di Montagna che, pur avendo dimensioni ridotte, ha saputo coniugare negli anni la riscoperta della viticoltura locale con le nuove tecnologie enologiche, nel pieno rispetto della tradizione e dell'ambiente circostante.

Qui la scelta varietale ha fatto ricorso a quelle selezioni che più si adattano all'ambiente di montagna e che maggiormente possono farsi portatrici dei rigidi inverni, dei sensibili sbalzi termici notte / dì e delle ristrettezze nutritive dei suoli. 

I vini prodotti da Pian delle Vette ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità che li arricchisce di profumi e aromi garantendo tipicità e unicità.

La società agricola Pian delle Vette è gestita da Egidio D'Incà e Walter Lira, due imprenditori feltrini che, dopo aver svolto varie esperienze professionali in diversi settori economici, hanno coronato il loro sogno di dedicarsi al mondo della viticoltura riuscendo a rilanciare questa Cantina sia a livello di brand, sia a livello di produzione, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti proprio per l'alta qualità dei loro vini di montagna

A Pian delle Vette ogni vigneto rappresenta una piccola nicchia studiata appositamente per ottenere prodotti unici lontani dal rispetto di mode e di tendenze del momento. 

L'estensione dei vigneti è di due ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Pinot Nero, Teroldego, Gamaret, Diolinoir, le bacche bianche Chardonnay, Muller Thurgau e Traminer Aromatico.

Quattro di queste varietà fanno parte dell'IGT delle Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego, Muller Thurgau e Traminer), mentre dal 2013 il vino spumante rientra anche nella DOC Serenissima.

La coltivazione della vite viene da sempre effettuata nel pieno rispetto dell'ambiente che circonda il territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Pian delle Vette rappresenta un modello di viticoltura di montagna che dimostra come anche in queste zone impervie e di non facile coltivazione del vigneto, si riesca a fare agricoltura di qualità, riuscendo a coniugare sapientemente tradizione e tecnologia, sempre nel pieno rispetto della natura e delle tradizioni locali.       

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I Vini Pian delle Vette protagonisti alla mostra Walter Resentera. Le Figure sui Muri.

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Venerdì 29 dicembre 2017 è finalmente calato il sipario su uno degli eventi culturali maggiormente voluti e sostenuti dall'Amministrazione Comunale Feltrina, ovvero la cerimonia d'inaugurazione della mostra "Le Figure sui Muri" dedicata all'artista feltrino Walter Resentera, che si è svolta alle ore 17:00 nel prestigioso Teatro de La Sena del Comune di Feltre, alla presenza del Sindaco Paolo Perenzin, dell'Assessore alla Cultura Alessandro Del Bianco, della curatrice della mostra Tiziana Casagrande, dell'Architetto Giuliana Zanella e di Michela Tessari, autrice di un saggio in catalogo, che introdurrà il video sulla pittura murale realizzato da Matteo Meldolesi

L'Enoteca Contemporanea di Paolo Grando ha avuto l'onore di curare il rinfresco preparando per l'occasione tre bocconi speciali ispirati all'affresco realizzato in Birreria Pedavena dal pittore feltrino "La Leggenda dei Monti Pallidi", preparati con alcuni prodotti tipici locali come la peperonata feltrina, il formaggio Piave Oro, lo stracchino del Caseificio Montegrappa, erbette montane raccolte al chiaro di luna ispirati dalla famosa leggenda, innamorati della figlia del Re della Luna.

Alla mescita, non potevano mancare i pregiati vini di alta qualità prodotti dall'Azienda Agricola Pian delle Vette di Vignui di Feltre, che ricordano l'armonia del paesaggio, la quite dei luoghi delle Dolomiti Bellunesi, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità, che li arricchisce di profumi ed aromi garantendo tipicità e unicità.

Walter Resentera: il ritratto di un'epoca italiana.

Walter Resentera nacque il 9 febbraio 1907 a Seren del Grappa (Belluno) da Ernesto Quintino e Olga Scopel. La famiglia si trasferì a Pedavena dove instaurò un profondo rapporto d'amicizia con il titolare della fabbrica di Birra "Pedavena" Giovanni Luciani. 

L'artista conseguì il diploma di ragioniere a Padova, ma, fin da giovanissimo, palesò una spiccata passione e inclinazione per il disegno e la pittura. 

Dopo aver svolto il servizio militare a Verona, nel 1928 si spostò a Milano, con l'idea di vivere di sola pittura, ma dovette trovarsi presto un'altra occupazione per sopravvivere e mettere in luce il suo talento.  Nel frattempo non disdiceva frequentare i classici ritrovi degli artisti milanesi quali il Caffè - Ristorante Savini e la Trattoria Bagutta, dove divenne amico, tra gli altri, di Anselmo Bucci, Mario Vellani Marchi, Giuseppe Novello, Achille Funi, Bernardino Palazzi, dei cartellonisti Mondaini e Sinòpico e di molti altri scrittori come Bacchelli, Rocca, Montale, Gadda, Monelli, Santucci e Zavattini.

Nel febbraio 1929, dopo aver incontrato il grande cartellonista Marcello Dodovich, iniziò a lavorare per lui riuscendo così ad emergere e a farsi conoscere nel mondo dei manifesti pubblicitari e dell'illustrazione.

Successivamente lavorò per Valentino Bompiani, con il quale strinse anche un rapporto d'amicizia, per "L'Illustrazione Italiana", "La Lettura" e altre riviste.

Inoltre riusci a vincere vari concorsi per la cartellonistica di regime. Negli anni Trenta, Walter Resentera riscosse un notevole successo per la sua elevata capacità di interpretare in modo autonomo lo spirito "romano" dell'epoca. Proprio per questo, si guadagnò la stima di Duilio Cambellotti, Arturo Martini, Enrico Sacchetti e del critico Ugo Ojetti.

Resentera si espresse anche nella pittura murale ad affresco, tempera e mosaico. Oltre che per palazzi privati, realizzò i cicli del Ministero dell'Aereonautica a Roma, in collaborazione con Dudovich, del palazzo della Rinascente e dell'aereoporto Forlanini a Milano, Le Leggende dei Monti Pallidi nella Birreria di Pedavena, la volta delle centrali elettriche di Soverzene e Somplago, nonchè l'affresco nella Sala delle Assemblee nella sede milanese dell'Associazione delle Imprese Edili e complementari della Provincia di Milano e il vasto mosaico per lo stabilimento Dreher di Massafra.

Restio a far parte di scuole, movimenti e gruppi, espose in radio e solo dalla metà degli anni Sessanta, quando si trasferì a Monza. Finì per rinchiudersi in sè stesso e uscì dall'isolamento dipingendo quadri da cavalletto nei quali mostrava una particolare abilità nel ritratto. Sentendosi spaesato nell'ambiente milanese, Walter Resentera si trasferì nel 1976 a Treviso dove si aspettava che gli venisse riconosciuta la propria personalità creativa, ma le attese non furono esaudite. 

Dopo la scomparsa della moglie Adriana, nel 1991, l'artista ebbe un crollo psicofisico e fu accolto dal nipote a Schio. Qui si spense il 28 luglio 1995.

Walter Resentera. Le Figure sui Muri.

La mostra di opere dedicata a questo artista feltrino, vuole rappresentare un'istantanea storica del periodo a cavallo tra gli anni '30 e '40 ed è suddivisa in 8 sezioni dedicate alla creatività e al grande talento di Walter Resentera, proponendo una raccolta di 160 opere di pittura murale, illustrazione e cartellonistica

Al piano terra della Galleria d'Arte Moderna "Carlo Rizzarda" di Feltre, sede di questa prestigiosa vetrina, sono esposte le grandi riproduzioni fotografiche, i bozzetti a tempera, carboncino e matite su carta realizzati dal pittore feltrino, assieme ad un video - documentario che presenta e descrive i monumentali affreschi della Birreria Pedavena, della volta della centrale idroelettrica di Soverzene e il fregio della centrale idroelettrica di Somplago. 

Nelle altre stanze della Galleria, oltre alla biografia ricostruita attraverso foto e documenti storici, si incontrano la stagione dell'illustrazione, con l'esposizione di riviste, volumi e cartoline d'poca, la pubblicità per il Bovis comparsa su "Le Tre Venezie", la copertina per "La Lettura", "L'Illustrazione Italiana" e la "Rivista Illustrata del Popolo d'Italia", il periodo milanese, con la frequentazione del Ristorante Bagutta dove gravitavano gli artisti, le commissioni della famiglia Borletti - Brustio e l'affresco della Sala delle Assemblee del Circolo delle Imprese Edili e affini della Provincia di Milano.

Di grande impatto sono le opere degli illustri modelli della pittura rurale: Mario Sironi, Achille Funi e Massimo Campigli. Un'ampia sezione è dedicata ai manifesti realizzata grazie alla preziosa collaborazione del Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso. Si va dalle affiches che pubblicizzano prodotti commerciali ai cartelloni della propaganda di regime. 

Il percorso nella cartellonistica della mostra feltrina espone rari pezzi dell'arte di Resentera sia pubblicitari, sia celebrativi. La sezione Walter Resentera / Marcello Dudovich: l'allievo, il maestro e il suo fantasma ricostruisce il complicato rapporto tra l'artista e il celebre suocero, illustrando le imprese decorative realizzate a quattro mani proponendo un'ampia selezione di tempere del grande artista triestino.

Il principale obiettivo di questa esposizione d'arte feltrina è mettere in risalto l'elettricità di un artista che è stato non solo testimone, ma anche protagonista indiscusso di un'epoca storica italiana nella quale arte e contesto storico - politico erano allineate in una sorta di simbiosi creativa. Si pensi, ad esempio, alla produzione cartellonistica del ventennio fascista, in cui il tratto grafico, chiaroscuri ed improvvisazione volumetrica, contribuivano a consolidare e a far nascere un'estetica di regime.

Per tutti gli appassionati d'arte e di storia locale, Pian delle Vette Cantina di Montagna consiglia di visitare questa importante mostra che rimarrà aperta dal 30 dicembre 2017 al 29 aprile 2018, con i seguenti orari: dal martedì alla domenica dalle ore 10:30 alle ore 12:30 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00. Costo biglietto d'ingresso € 5,00 ridotto € 3,00. 

 

 

 

 

 

 

 

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