PIAN DELLE VETTE ADERISCE AL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO

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Ancora una volta facciamo da apripista in provincia. Infatti siamo la prima cantina bellunese ad aderire al Movimento Turismo del Vino, perché crediamo fermamente nell’enoturismo come forma di comunicazione e acculturamento. Strumento per far conoscere il nostro territorio, grazie al quale i nostri vini possono vantare caratteristiche uniche.

L’associazione

Il Movimento Turismo del Vino, nato nel 1993, è un'associazione non profit che annovera circa 900 fra le più prestigiose cantine d'Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti. Primo fra tutti, quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità (www.movimentoturismovino.it).

L’evento che più di tutti ha permesso di far conoscere MTV al grande pubblico è Cantine Aperte. Il più importante evento a livello nazionale dedicato al vino e ai luoghi evocati alla produzione enoica, nato per avvicinare l’appassionato e l’enoturista al mondo e alla cultura del vino, favorendo in questi anni lo sviluppo dell’accoglienza in cantina.

Quest’anno a causa del coronavirus la manifestazione non si potrà svolgere con le consuete modalità: per questo motivo si assisterà all'edizione speciale #CantineAperteInsieme, l'occasione per restare accanto ai winelovers e lanciare i prossimi appuntamenti di Cantine Aperte nell'autunno 2020.

Il weekend del 30-31 maggio #CantineAperteInsieme sarà online, smart e social: in tutta Italia le cantine del Movimento Turismo del Vino si riuniranno virtualmente per un grande weekend online con degustazioni in diretta, brindisi social e altre iniziative per far sentire la vicinanza del Movimento agli enoappassionati e poterli accogliere al meglio in cantina durante l’estate e l’autunno. Il tema di questa edizione è #piacere, inteso come il piacere della accoglienza enoturistica veneta.

Le nostre iniziative

Il 30 maggio alle ore 12.00 daremo spazio al #piacere della scoperta. Il nostro cantiniere Egidio, immerso nel nostro vigneto, vi racconterà la storia dell’iconica chiesetta nell’abitato di Vignui, che si vede dalla nostra cantina. Al termine stapperà una bottiglia di Croda Bianca, uno spumante ancestrale del 2016 ottenuto con uve Muller Thurgau e Bianchetta (autoctona).

Domenica 31 maggio alle 11.00 saremo invece nel vicino abitato di Feltre ospiti di Enoteca Contemporanea e del nostro amico Paolo Grando, ambasciatore dei prodotti agricoli bellunesi. Qui celebreremo il #piacere della condivisione stappando il nostro prodotto di punta: Mat’55. Un metodo classico extra brut del 2011 che ha riposato per ben 6 anni sui lieviti.

Potrete seguirci sui nostri canali FB @piandellevettecantine e IG @piandellevette_cantina

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I Love New Chardonnay Wine Pdv

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Volete far vivere una esperienza unica e esclusiva al vostro amore?


Certamente la cornice meravigliosa di Cortina d’Ampezzo innevata crea la giusta atmosfera per chi si ama. Il non plus ultra sarà brindare con il nuovo e esclusivo Chardonnay Pian delle Vette, progettato e messo a punto in a più mani fra 2 membri qualificati dell’offerta gastronomica di Alto Gusto, i loro sommelier e noi produttori. Un progetto difficile, complesso, dai tempi infiniti, una vera sfida che ha dato risultati davvero mirabili!


Passo a tre!

Con lo Chef stellato Graziano Prest del Ristorante Tivoli, il suo Sommelier Fabio Del Favero e Simone Menardi dell’Enoteca Baita Fraina, abbiamo iniziato a lavorare al progetto di creare un vino bianco unico e distintivo che i clienti potessero gustare in esclusiva all’interno dei locali. La sfida era abbinare i tre mondi che da sempre collaborano e si contendono il primato del successo dell’esperienza della ristorazione al top. Nata da una idea mentre si assaggiava un calice di Matt’55 gustando un po’ di crostini deliziosi, ecco la nostra orchestra:

  • chi produce come noi di Pian delle Vette i vini e quindi lavora la terra e cura la vigna, esposti a mille variabili meteorologiche, con logiche di lunghissimo tempo e incertezza dei risultati, e poi lavora in cantina per altro infinito tempo, per rendere unica la proposta in bottiglia
  • chi crea e inventa i piatti e le ricette più sofisticati e ricercati, i nostri amici Chef, e fa dell’equilibro del taste, degli ingredienti e dell’innovazione il suo punto di forza. Se a questo aggiungiamo la cucina di montagna, certamente la ricerca e il valore degli ingredienti e degli abbinamenti è fondamentale!
  • chi fa del vino la sua ragione di vita, come i sommelier Fabio Del Favero del Tivoli e Simone Menardi dell’Enoteca, e propone ai clienti il perfetto abbinamento e l’equilibrio assoluto, sempre alla ricerca di nuove proposte, nuove evoluzioni che arrivino, sul vino, alla perfezione per accomunare e completare i piatti dei nostri migliori Chef.

Cinque anni di lavoro? Una vera follia!

Abbiamo lavorato oltre 5 anni per ottenere la giusta soddisfazione a favore di tutto il gruppo. Ecco qui lo Chardonnay in purezza, davvero ineccepibile e esclusivo, nel senso che per chi desidera gustarlo e acquistarlo, dovrà recarsi presso i locali degli amici a Cortina d’Ampezzo o qui da noi a Pian delle Vette, cantina di montagna.

Alcuni dati tecnici per gli amatori, la carta di identità del nostro vino: Chardonnay 100% delle nostre vigne ai piedi delle Dolomiti. Una resa di 60 q/ha, davvero contenuta, proprio per poter raggiungere il massimo della qualità del vino e non stressare le piante. Coerentemente con con la nostra filosofia la vendemmia viene fatta a mano, deponendo i grappoli in cassetta e selezionandoli direttamente in vigna. Questo implica che chi vendemmia abbia una conoscenza dell’uva e della sua maturazione davvero professionale! Dopo 6 mesi passati in barrique, il vino viene messo in vasca di acciaio dove si effettuano vari travasi per arrivare alla filtrazione naturale che si ottiene attraverso una precipitazione spontanea, per mantenere una maggiore presenza proteica che dona aromi ancora più intriganti e selettivi. Questi processi possono provocare la presenza di una carbonica che si manifesta con una leggera coroncina al servizio, ma è davvero il suo punto di forza, questa naturalità non forzata. Ovviamente, questo articolato e lungo processo consente alla cantina di produrre un numero di bottiglie davvero limited edition, ad oggi solamente 600. In futuro potrebbe crescere la numerosità, ma certamente è un vino per i palati più sensibili.


Il Muller Thurgau viene vinificato con lo stesso metodo dello Chardonnay

 Qualità e abbinamenti dello Chardonnay in purezza Pian delle Vette?

Questo Chardonnay in purezza presenta un grado alcolico del 13%, quindi molto importante per un bianco. L’esperienza descritta dai nostri sommelier Fabio e Simone, ci permettono di raccontarvi che, all’olfatto, il vino può presentare con approccio di feccia nobile, man mano che si ossigena, si evolve con profumo intenso e complesso da cui emergono in modo deciso le note di tostato, di caffè e vaniglia. Buona la mineralità e, nel finale, ancora presente il fruttato con sentori di frutta tropicale.
Questo vino è decisamente coerente con il mondo che ruota attorno alle Dolomiti e a Cortina d’Ampezzo: il gusto si può definire elegante, sottile, morbido, con un finale potente al palato, sapido, asciutto e persistente. Il colore è un bel giallo paglierino evocativo.

Lo Chef Graziano Prest e i fratelli Menardi lo consigliano con piatti a base di carne bianche, fritture di pesce e formaggi erborinati freschi. Qui riportiamo una bellissima elaborazione di pasta fresca gentilmente proposta da Baita Fraina con cui lo Chardonnay in purezza Pian delle vette viene servito alla temperatura di circa 8-10°.

 

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Natale con le confezioni regalo Pian delle Vette, i vini di una delle cantine Top 100 d’Italia

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Uno dei regali più ambiti per questo Natale 2019 sarà certamente lo Spumante Metodo Classico Pas Dosè “Mat ‘55” Selezionato da Golosaria.

Le Bollicine di Pian delle Vette Mat’55 - 50% Pinot Nero e 50% Chardonnay -  pas d’osé metodo classico, saranno le bollicine più ambite per questo, per fortuna, nevoso Natale e Capodanno 2019!

Fantastico per l’aperitivo e perfetto per il brindisi di mezzanotte, a tutto pasto o per momenti informali. Gli chef più prestigiosi si sono sbizzarriti negli abbinamenti.

Le Bollicine di Pian delle Vette Mat’55 e i gli altri vini premiati nel corso degli anni sono stati raccolti in diversi cofanetti semplici, eleganti, rurali, in legno locale, per consentire agli amanti di regalare il meglio della viticoltura di montagna di Feltre, produzioni limited edition, curate in ogni dettaglio e assolutamente eccellenti. Dalla bottiglia singola, al Terzetto fino ad arrivare alla collezione completa nella cassetta Prestige.

I vini della cantina hanno ricevuto molti altri premi e riconoscimenti: Golosaria - Top Hundred, la nomination all’EthicalFoodDesign di Milano a luglio, i Golden Award, medaglia d’oro, a Dubrovnik FestiWine 2017 e Vinum 2017 - Via Claudia Augusta.

Regalare un vino di montagna è un gesto di valore non solamente per la qualità del prodotto e della confezione, ma anche e soprattutto, perché questo è un gesto rurale, solidale con la viticoltura bellunese  – afferma Egdio D’Incà, socio della cantina – Premiare i vini radicati qui, nelle nostre colline, fa si che il valore rimanga sul territorio e che i prodotto locali possano diventare quei famosi souvenir gastronomici tanto ambiti anche per questo Natale. Il nostro sforzo di posizionarci al top ci auguriamo consenta di potenziare l’agricoltura le aiutare le imprese locali a crescere, ai giovani imprenditori a investire e restare qui, nelle nostre magnifiche terre!”.

Le confezioni natalizie Pian delle Vette possono essere acquistate presso la cantina, direttamente nelle enoteche nelle più prestigiose location turistiche di montagna.

È possibile anche riceverle direttamente tramite corriere, in ogni parte d’Italia.

 

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Chalet Tofane: il Mat'55 e il Granpasso Teroldego salgono in quota

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Il sommelier Kristian Casanova del rinnovato Chalet Tofane di Cortina d’Ampezzo ha scelto le bollicine metodo classico Mat'55 e il Teroldego Granpasso da accompagnare alle proposte gourmet e alla pizza dello Chef stellato Graziano Prest

Completamente rinnovato, lo Chalet Tofane a Cortina d’Ampezzo, riaperto per la stagione 2018-2019 si è posizionato fra gli chalet più glamour delle Alpi, meta irrinunciabile per l’esigente pubblico gourmandise. La gestione è affidata pariteticamente allo Chef Stellato Graziano Prest e al sommelier Kristian Casanova, soci con una visione condivisa della ristorazione glamour d’alta quota. Da subito il sommelier Kristian Casanova ha voluto inserire, nella ricca e pregiata carta dei vini, le nostre bollicine metodo classico Mat'55 prodotte con uve di tipo Chardonnay e Pinot Nero e il nostro Teroldego Granpasso, inizialmente il 2011 che è terminato e, per questa stagione, il 2012. Appena arrivati allo Chalet Tofane in località Socrepes, alla base della prima seggiovia che porta sulle piste delle Tofane, quelle dove si svolgeranno i Mondiali di Sci 2021, abbiamo immortalato il sommelier mentre proponeva il nostro spumante extra brut agli ospiti glamour in veranda. Una grande soddisfazione!

 

Il nostro Granpasso Teroldego ad accompagnare il Piatto dello Sciatore!

La proposta gastronomica dello Chalet messa punto dallo chef stellato Graziano Prest punta a una cucina semplice, ma molto curata, attenta nella scelta degli ingredienti e all’esperienza gastronomica. Il piatto più semplice è il piatto dello sciatore riprendendo e reinterpretando la tradizione montana di Cortina d’Ampezzo: l’uovo rigorosamente bio, fritto con lo speck e le mitiche patate all’ampezzana con la polenta fresca. Abbinato a un calice del nostro Granpasso Teroldego 2012, l’esperienza culinaria diventa davvero incredibile.  Il nostro Teroldego, al naso, ricorda la prugna in confettura, fiori intensi marasca e note balsamiche. Rimane a lungo sul palato ricordando le note di ciliegia matura stemperando l’importanza di un piatto davvero completo e unico, come da tradizione delle Dolomiti.

Il Granpasso Teroldego si sposa molto bene con le carni rosse (famosa la carne alla griglia dello Chalet Tofane), cacciagione e selvaggina, e tutti i prodotti dei classici della cucina di Cortina d’Ampezzo. Perfetto con polenta e capriolo e con formaggi stagionati che alla Chalet non mancano, mai banali, come ci si aspetta in un rifugio gourmet.

Nel menu di Tofane troviamo anche i piatti della tradizione dolomitica come i canederli o gli spätzle e la carne alla griglia con cui il nostro Granpasso Teroldego 2012 si abbina perfettamente. Lo Chef Prest ha reinterpretato le ricette recuperando le origini, ma fornendo quel tocco unico e distintivo per cui vale la pena salire in quota.

 

Lo spumante Mat'55 pas d’osé si può abbinare con la pizza delle Tofane?

Il pezzo forte dello Chalet è la pizza gourmet di cui durante la visita abbiamo potuto assaggiare la pregevole croccantezza, apprezzare impasto e lievitazioni che l’hanno resa leggerissima come si conviene. Grande successo in questa stagione estiva per la pizza su cui l’amico chef Graziano Prest del Ristorante stellato Tivoli ha puntato in modo creativo e rigoroso. Una pizza leggera e dagli ingredienti davvero bilanciati non fa che valorizzare tutti i sentori dei singoli ingredienti, soprattutto se accompagnata con il nostro spumante extra brut Mat'55, 50% Pinot Nero e 50% Chardonnay, pas d’osé metodo classico.

L’atmosfera è glamorous anche a fine stagione: musica in linea con le tendenze del momento. Informalità e un servizio sempre impeccabile che garantisce ai nostri vini una valorizzazione d’eccezione all’interno nel confortevole arredo boiserie alpino e sulla soleggiata  terrazza che, durante l’inverno, dà sulla neve dell’impianto di Socrepes. L’abbinamento più interessante per noi è stato quello della pizza delle Tofane farcita con fiordilatte, carciofi, pomodoro confit, colatura di alici, bottarga di Cabras, pepe e la nota inebriante del lime, il tutto accompagnato con Mat'55 il nostro bollicine extra brut prodotto secondo il metodo classico, pas dosé millesimato 2011, 72mesi di sosta sui lieviti. Cin Cin!

 

Un aperitivo gourmet sulle Dolomiti con i vini Pian delle Vette?

Come sempre noi di Pian delle Vette andiamo a trovare i nostri clienti per impostare le partnership, mettere a punto le degustazioni e proporre nuove idee. Per la prossima stagione invernale si parla di dare un grande spazio agli aperitivi e per l’apres ski animato dalla musica del dj, rigorosamente dal vivo. Già oggi si sta valutando quale spazio dare ai formaggi di malga delle nostre Alpi proprio per un momento così informale come l’aperitivo gourmet. Il Teroldego Granpasso pare sia proprio in pole position per la sua perfetta sintonia con la produzione di formaggio d’alpeggio, limited edition e particolarmente articolata fra leggere, medie e grandi stagionature. Ringraziamo il sommelier Kristian Casanova per la grande attenzione data ai produttori di vini del territorio come noi, della Cantina Pian delle vette, piccola cantina che nasce con l’intento di valorizzare la viticoltura di montagna in una località come Vignui nella zona di Feltre che già dal nome racconta la sua vocazione originaria e storica.

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Pian delle vette inaugura la vendemmia 2019

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La nostra filosofia qualità e eticità inizia in vigneto

Il momento magico della vendemmia si ripete ogni anno a Pian delle Vette. È la conclusione dell’attività in campagna che noi, viticoltori di montagna, abbiamo presidiato ogni giorno. Certamente non possiamo condizionare a breve il meteo e gli eventi climatici, ma possiamo e dobbiamo ascoltare e sintonizzarci con la natura. Aiutare le piante a superare le avversità e salvaguardare l’ambiente sono uno dei nostri obiettivi principali. Anche questo 2019, così burrascoso e imprevedibile, ci sta fornendo uve più che soddisfacenti recuperando un gap primaverile che aveva messo a dura prova la nostra capacità di paziente attesa.

 

La biodiversità nei nostri vigneti


I nostri vigneti sono piccoli, posizionati in modo differenziato, a metà collina. Sono state messe a dimora i vitigni più coerenti nel pieno rispetto della terra e della composizione minerale originale. Le varietà sono molte e articolate, proprio per rispettare la biodiversità che le colture intensive stanno mettendo a dura prova, se non a rischio, la vita del pianeta. Questa biodiversità ci consente, nonostante i cambiamenti climatici siano sempre più evidenti, di avere produzioni di qualità e di preservare le nostre produttrici, cioè le viti, in salute e per lungo tempo.

 

La qualità delle uve 2019


Lo Chardonnay di quest’anno si è presentato al di sopra delle nostre aspettative come base zuccherina, acidità, qualità del grappolo, praticamente perfetto, nonostante la grande umidità di questo ultimo periodo. Le basi spumante saranno di ottimo livello, poi molta strada è ancora da fare in cantina. Il nostro Mat'55 millesimato 2019 ha posto le basi per un grande percorso, ma ne riparliamo fra minimo 72 mesi! A proposito di pazienza produttiva!
Il nostro Müller è molto soddisfacente a livello qualitativo, come lo Chardonnay, però le quantità prodotte sono ridotte e questo non ci agevola sicuramente. L’esperienza del nostro enologo ci consentirà, come sempre, di trovare il giusto equilibrio per restituire una esperienza gustativa eccellente, almeno questo è il nostro augurio. Per le altre qualità di uva è ancora presto, nei prossimi giorni vi aggiorneremo.

 

La pigiatura, fondamentale per la qualità futura del vino


La nostra piccola cantina è dotata di tutti i macchinari tecnologicamente più avanzati, pensati a riprodurre tutte le operazioni manuali che non stressino le uve, pressature morbide, delicate, lente, in grado di mantenere intatti tutti gli elementi organici, i profumi e i contenuti biochimici naturali dei mosti. Per ottenere il rispetto delle uve, i nostri macchinari, come la pressa pneumatica e la gramola al silicone, riproducono in modo meccanico le stesse modalità delle pigiature old style, come quando si pigiava in modo manuale se non addirittura con i piedi. In particolare questi macchinari così delicati garantiscono che il vinacciolo non si rompa, immettendo i suoi sentori e oli nel vino, cosa che lederebbe in modo importante la qualità della produzione. Le rese sono certamente più basse dei normali processi di pigiatura, ma Pian delle vette è nata in funzione di una specifica filosofia e posizionamento, per cui la produttività a tutti i costi non è il nostro obiettivo principale.

 

Le vinacce vengono restituite alla vigna


Una scelta vitale è quella di restituire le vinacce ai vigneti dopo la vendemmia, redistribuendole nelle terre da cui derivano. Le vinacce, cioè il residuo del processo di pigiatura, tornano al terreno da cui provengono per consentire il recupero energetico delle piante. Terminata la vendemmia le vigne, con il loro carico di vinacce, vanno a riposo. La pioggia e la neve bagnano le vinacce e ne dissolvono le proprietà lentamente e naturalmente nel terreno per cui assistiamo a una ricarica di energia che arricchisce i terreni mantenendo nel tempo la qualità produttiva e, soprattutto, la vita delle piante. Questa scelta è frutto di una valutazione e calcoli energetici specifici per cui la naturalità dei processi non può essere confusa con l’improvvisazione o casualità. Tutte le azioni di noi agricoltori di Pian delle Vette rientrano in un protocollo complessivo di azioni e scelte scientifiche seguite dal nostro enologo. È tutto supportato da scelte filosofiche e di valori agricoli che ci vedono in simbiosi con la natura, pronti a raccogliere i frutti, ma determinati a conservarne il valore. La terra è da conservare, ne acquisiamo la proprietà, ma non certo per lasciarla alle nuove generazioni esausta, improduttiva e imbruttita. Noi di Pian delle vette abbiamo scelto di rispettarla potendone godere dei meravigliosi risultati, ma sempre garantendo la sua conservazione intrinseca. Un grande sforzo per i nostri piccoli vigneti, ma dobbiamo dare l’esempio e non dimenticarci che siamo solo di passaggio su questa terra.

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Le bollicine di Mat'55 incontrano lo Chef Graziano Prest

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Le bollicine di Mat'55 incontrano lo Chef Graziano Prest del Ristorante Tivoli 1 stella Michelin di Cortina d’Ampezzo

Eccoci qui con lo Chef Graziano Prest del Ristorante Tivoli 1 stella Michelin di Cortina d’Ampezzo in piena prova di assaggio delle nuove proposte della nostra cantina! In questo selfie stiamo assaggiando il Mat'55, il nostro bollicine prodotto secondo il metodo CLASSICO, pas dosé millesimato 2011, 72mesi di sosta sui lieviti, vino che ci sta dando tante soddisfazioni! La liaison con il Ristorante Tivoli e da quest’anno estesa anche allo Chalet Tofane, si sta consolidando con massima soddisfazione. Se vi ricordate infatti lo Chef ha scelto il nostro Pinot nero Pian delle Vette come uno dei vini importanti serviti durante la cena di gala tenutasi a Palazzo Labia a Venezia, sede della RAI Veneto, evento riservato ai produttori cinesi durante la 75. Mostra Internazionale D’arte Cinematografica della Biennale Cinema 2018.

Cosa consiglia lo chef in abbinamento del nostro Mat55?

Certamente in apertura del pranzo o della cena o, semplicemente per la pausa per l’aperitivo del pomeriggio. In Veneto l’aperitivo a base di vino spumante è un rito ancestrale, che da noi si chiama ombra. Un’ombra eccezionale è gustarla con le meraviglie proposte dallo Chef insieme al nostro metodo classico pas dosé millesimato. Essendo una bollicina particolarmente secca, è proponibile a tutto pasto: il Mat55 si accompagna meravigliosamente con piatti di pesce, zuppe, carni bianche e formaggi di Malga delle nostre Alpi. Prosit!

Metodo classico o di rifermentazione in bottiglia?

È il più conosciuto sistema di vinificazione delle bollicine e questo grazie allo Champagne o metodo classico, vino del lusso da tempi immemorabili! Il metodo classico è un processo complesso che necessita di molto tempo, grande capacità professionale e grandi investimenti. Tramite la rifermentazione avvenuta in bottiglia il vino raggiunge la giusta effervescenza quando si formano le bubbles o bollicine che stanno a significare il raggiungimento della spumeggiante pressione, cioè il formarsi dell'anidride carbonica prodotta dalla seconda fermentazione (presa di spuma).

Dopo un periodo di riposo che per il Mat'55 sono 72 mesi ossia 6 lunghi anni, avviene la fase del remuage: le bottiglie sono disposte sulle famose pupitres, a testa in giù e con una inclinazione variabile a seconda del processo di remuage. La periodica e costante rotazione o remuage che a Pian delle vette viene fatta assolutamente a mano, per fa depositare i lieviti sulla bidule ovvero sul collo della bottiglia.

Perché il Mat55 è un pas dosé cioè senza zuccheri aggiunti?

La sfida per le nostre bollicine metodo classico è quello di evitare l’aggiunta di zuccheri nel famoso "liqueur d'expedition" cioè di un insieme di aromi naturali, a ricetta segreta. Tutti i produttori aggiungono il liquer per dare un tocco personale e riconoscibile al proprio spumante, noi preferiamo non aggiungere zuccheri e consegnare un vino millesimato in cui rimarchiamo gli aromi ed i sentori delle uve che abbiamo coltivato. Ne deriva una bollicina seccaadatta al tutto pasto in cui è possibile riconoscere una buona mineralità gessosa, quasi sulfurea, accompagnata da un tocco erbaceo di erbe di montagna, melissa e tostature fumèe. Al calice emergono sentori di frutto tendente al tropicale, poco maturo, e un tocco di scorza di agrumi.

Perché Millesimato?

Una sola annata per le nostre uve del Mat5550% Pinot Nero e 50% Chardonnay. Tecnicamente infatti Millesimato indica un vino, in questo caso spumante, ottenuto dalle uve di una sola annata o, meglio, quando il vino è prodotto con almeno l’85% di uve vendemmiate nello stesso anno!  L’annata di riferimento è la fantastica vendemmia 2011 che lo Chef Graziano Prest del Ristorante Tivoli 1 stella Michelin di Cortina d’Ampezzo ha apprezzato pienamente. Come potrete ben intuire potrebbero esserci annate Millesimata di qualità differente visto che noi produttori siamo legati all’andamento climatico, soprattutto nelle cantine situate a ridosso delle Dolomiti come la nostra Pian delle Vette.

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Pian delle Vette nel gotha dell’enogastronomia etica

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L’Ethical Food Design, che è stato assegnato il mese scorso a Milano, nel sontuoso Palazzo Reale, ai prodotti alimentari Food & Beverage che hanno dato prova di grande interesse etico, ci ha visti tra i protagonisti. Non abbiamo vinto ma siamo stati ammessi alla finale, ed è già un enorme successo aver partecipato con il nostro Mat’55, Vino Spumante di Qualità (VSQ). L’Ethical Food Design Award è un premio che mette l’accento sugli aspetti sostenibili dei prodotti. E’ un premio che si adatta perfettamente al nostro modo d’intendere l’agricoltura e la produzione di vino, rispettoso di tempi e modi.

L’evento ha avuto molta eco mediatica nazionale e locale, ecco l’intervista di cui siamo molto orgogliosi.

Una cura che ci sforziamo di ripetere ad ogni stagione per ottenere i migliori vini

Produciamo vini IGT e pratichiamo l’agricoltura di montagna, i nostri vigneti infatti, sorgono ai piedi delle Dolomiti. Un paesaggio unico, irripetibile che cerchiamo di conservare e promuovere attraverso i nostri vini. Esaltiamo l’armonia del paesaggio attraverso operazioni e regole rispettose dell’ambiente. Pratichiamo infatti, un’agricoltura a misura d’uomo, che tiene conto dei ritmi e delle stagioni, e che punta alla salvaguardia dell’ecosistema.

Un ambiente difficile che produce uve dai sentori e dalle personalità uniche

Il nostro è un ambiente difficile, che ci ha fatto scegliere le varietà che meglio si adattano alla montagna ed ai suoi rigidi inverni. Il suolo presenta ristrettezze nutritive e dobbiamo anche tenere conto dei sensibili sbalzi termici tra la notte e il giorno. Difficoltà che d’altro canto danno personalità e sentori unici alle nostre uve. Privilegiamo la salubrità dei nostri vigneti a scapito di produzioni più cospicue, poiché l’integrità del paesaggio è parte integrante dei principi su cui ci basiamo. Il già interessante enoturismo in loco, ci auguriamo si intensifichi e che l’accoglienza in cantina diventi una abitudine, un veicolo promozionale per vini e prodotti tipici di Feltre e dintorni.

Un’attenzione maniacale in tutte le fasi della produzione

Ci inorgoglisce che il nostro modo di operare venga definito quasi maniacale. E’ il segno che stiamo facendo il nostro lavoro con tutta l’attenzione possibile, nel pieno rispetto della natura e dell’ecosistema. La dimensione etica che ci appartiene, è stata sottolineata grazie alla partecipazione all’Ethical Food Design dando visibilità ai nostri sforzi. Pian delle Vette è una cantina che vuole crescere e lasciare un segno, senza incidere sulla qualità del paesaggio dolomitico, senza alterare l’impronta carbonica e esaltando tutti i pregi di una vinificazione eroica.

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"Una Montagna di vino" Storie di viticoltura eroica.

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Anche quest'anno l'Enoteca Contemporanea di Feltre promuove il territorio delle Dolomiti Bellunesi valorizzando quello che di buono e unico riescono ad offrire oggi i viticoltori della montagna bellunese

Un percorso strutturato in cinque appuntamenti dove verranno svelati i volti e le storie di otto Cantine Dolomitiche con la possibilità di degustare i loro vini di alta qualità accompagnati da ricette tipiche della cucina veneta e bellunese.

Martedì 14 novembre 2017 vi invitiamo a venire ad assaggiare alcuni dei nostri vini: il Granpasso wine of the year 2017 della Via Claudia Augusta Altinate, lo Gnomè, Scalon, Ampelusia, Traminer Aromatico, Muller Thurgau, Croda Bianca, Dumalis che saranno abbinati a prodotti tipici del territorio locale. 

Non ci saranno il Mat'55 ed il Pinot Nero che comunque potete sempre trovare all'Enoteca Contemporanea di Feltre

Oltre a questo evento Paolo Grando, titolare del locale, ha organizzato un corso - in collaborazione con la Sommelier Alessandra Dinato - per far conoscere a tutti i vini del mondo attraverso l'esplorazione di alcune tra le più significative combinazioni di luoghi e di vitigni storici

Un viaggio che partirà il 6 novembre 2017 con una prima lezione dedicata all'approfondimento dei vini dell'Australasia, per proseguire poi il 28 novembre alla scoperta dei  vini del Libano e del Sud Africa; il 13 dicembre sarà la volta dei vini americani, mentre il 24 gennaio 2018 si parlerà dei vini dell'Europa del Nord, per concludere il percorso il 21 febbraio 2018 con i vini dell'Europa Mediterranea.

E' questa la ricca e variegata proposta dell'Enoteca Contemporanea alla quale Pian delle Vette Cantina di Montagna vi invita a partecipare per scoprire non solo le nostre eccellenze vitivinicole bellunesi, ma anche l'origine e la storia dei più importanti vini provenienti da ogni parte del mondo

Per maggiori informazioni, visitate la pagina Facebook dell'Enoteca Contemporanea raggiungibile al seguente link: www.facebook.com/enotecacontemporanea/

 

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