Le castagne tornano alla ribalta dopo il loro rischio di estinzione.

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Dopo aver rischiato di scomparire, le castagne italiane tornano alla ribalta con un raccolto stimato dalla Coldiretti superiore ai 30 milioni di chilogrammi, facendo registrare un significativo aumento dell'80% rispetto allo scorso quinquennio, quando era stato raggiunto il minimo storico di 18 milioni di Kg, a causa di un "insetto killer", il Cinipide Galligeno del Castagno, parassita originario della Cina che per diversi anni aveva infestato gran parte del patrimonio boschivo italiano, provocando nelle piante la comparsa di galle, ovvero deformazioni ed ingrossamenti di varie forme e dimensioni delle gemme che impedivano la formazione dei frutti e, di conseguenza, la loro raccolta. 

Contro questo potente insetto è stata avviata in tutto il Paese un'intensa lotta biologica diffondendo sui castagni infetti un insetto antagonista il "Torymis Sinesis", che ha contribuito a ridurre la popolazione di questo patogeno. 

Nonostante in alcune zone d'Italia abbia pesato negativamente l'andamento climatico eccessivamente piovoso, quest'anno tutto sommato per le castagne è stata una stagione positiva sia in quantità, che in qualità. Complessivamente si è registrata una netta ripresa dello stato di salute di quello che Giovanni Pascoli definiva "l'italico albero del pane", diventato negli anni il simbolo dell'autunno nei libri di scuola di molteplici generazioni di studenti.

Anche se siamo tuttavia lontani dai fasti del passato, con la ripresa della produzione nazionale sono calate le importazioni ma, nonostante questo, permane ancora il rischio di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne di origine straniera provenienti dalla Turchia, dalla Spagna, dal Portogallo e dalla Grecia. Infatti, secondo recenti dati diffusi nei giorni scorsi sempre dalla Coldiretti, lo scorso anno il nostro Paese ha importato oltre 21 milioni di castagne, spacciate spesso per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori.

Ma nonostante ciò, gli alberi di castagno continuano a rivestire un ruolo fondamentale non solo per la produzione di frutti e di ottima legna, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell'assetto ambientale e idrogeologico italiano. Non c'è ombra di dubbio che la bellezza dei boschi con presenza di castagni centenari, contribuisca a rendere maggiormente fruibili tali luoghi anche per scopi turistici e di puro divertimento. 

Castagne e vino: il connubio perfetto per le serate d'autunno.

Come vi abbiamo già precedentemente raccontato, all'inizio del secolo scorso le castagne venivano definite "il pane dei poveri" in quanto erano la fonte di sostentamento principale per migliaia di persone che non potevano permettersi il lusso di mangiare altro per riempire la loro pancia affamata. Oggi, per fortuna, la situazione è cambiata: le castagne sono diventate una vera e propria prelibatezza e, di conseguenza, il loro prezzo ha contribuito a consacrarle come tali sul mercato. 

Proprio per poterle gustare al meglio godendo appieno delle loro proprietà benefiche, vi siete mai chiesti con quale bevanda si abbinano meglio? Ovviamente la risposta è con un buon bicchiere di vino rosso che aiuta a ripulire la vostra cavità orale dalla pastosità tipica di questo frutto. 

Certamente nelle vostre tavole con le caldarroste non può proprio mancare una bottiglia del nostro Selvarech 2013 Uvaggio Bacche Rosse, un vino dal profumo intenso, giovane e fresco, in cui dominano piccoli frutti rossi come lampone, ribes e fragola. 

Se vi è già venuta voglia di degustarlo, vi ricordiamo che potete sempre ordinare in qualsiasi momento della giornata un cartone speciale di questo vino delle Dolomiti Bellunesi, acquistandolo direttamente nel nostro sito web, per riceverlo comodamente a casa vostra nel giro di pochi giorni. 

 

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Castagne e vino: il connubio perfetto per l'autunno.

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Immaginate una tipica serata d'autunno. Vi sono venuti a trovare degli amici e state trascorrendo del tempo con loro, chiacchierando vicino al caminetto acceso. Ma cosa potete sgranocchiare nel frattempo? Sicuramente delle caldarroste appena cotte e sbucciate mentre sono ancora calde e, per accompagnarle anche qualcosa da bere. Ma quale bevanda si abbina meglio con le castagne? Ovvio, un buon bicchiere di vino rosso, che ti aiuta a pulire la bocca dalla pastosità tipica di questo frutto. 

Le castagne: un frutto dalla storia millenaria.

Le caldarroste sono uno degli alimenti più antichi della cucina italiana tant'è che, secondo alcuni studiosi, le prime tracce del castagno risalgono a circa 10 milioni di anni fa, mentre le prime testimonianze del particolare frutto che deriva da questa pianta, si possono ritrovare negli scritti di Ippocrate, Senofonte e Teofrasto: i primi due scrittori citano nelle loro opere letterarie le "noci piatte", mentre l'ultimo ne parla come "Ghiande di Giove", facendo riferimento all'importanza e alla grandezza della pianta del castagno.

Proprio nell'Antica Grecia, le castagne venivano consumate in abbondanza ed erano impiegate anche come medicinali per le loro proprietà nutritive e lassative. Anche ai tempi degli Antichi Romani il loro consumo era notevole tant'è che questo frutto veniva commercializzato e venduto nei mercati dell'Impero, oppure utilizzato come moneta di scambio ed offerto in dono dagli uomini alle donne amate, come speciale simbolo della loro unione.

Ma è a partire dal Medioevo che prende corpo l'introduzione di una particolare figura, ovvero quella dei Castagnatores (gli attuali caldarrostai), veri e propri esperti nella ricerca, selezione e raccolta delle castagne, che venivano successivamente arrostite e vendute nelle piazze del paese. 

Dopo averti svelato alcune curiosità sulle castagne, ti starai chiedendo perchè oggi è caldamente consigliato abbinare le caldarroste ad un buon bicchiere di vino? Ecco di seguito la risposta al quesito. Come certamente saprai, in passato il vino e le castagne costituivano la principale fonte di nutrimento abituale della gente comune, scelta attribuibile sia alla loro facile reperibilità, sia al loro alto potere energetico e calorico. Al giorno d'oggi, questo frutto è diventato ormai un alimento secondario, che risulta sicuramente più gustoso ed invitante se accompagnato da un ottimo vino Made in Italy

Ma quale etichetta scegliere per questo speciale abbinamento gastronomico? Certamente il vino da bere con le caldarroste è il nostro Selvarech 2013 Uvaggio Bacche Rosse, dal profumo intenso, giovane e fresco, in cui dominano i piccoli frutti rossi come lampone, ribes e fragola. Un vino di buona struttura con finale sapido ed asciutto, corposo e persistente. 

Se ti è venuta voglia di degustarlo, non perdere l'occasione di ordinare subito un cartone di questo pregiato vino delle Dolomiti Bellunesi direttamente dal nostro sito web, per riceverlo comodamente a casa tua nei prossimi giorni. 

 

 

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Il Mat'55 sigillo d'argento all'EnoConegliano 20° Concorso Enologico Regionale - selezione dei vini veneti.

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Un altro prestigioso successo (che si aggiunge ai precedenti) per il nostro vino spumante Extra Brut Mat'55 - Millesimato 2010, premiato sabato 22 settembre con il sigillo d'argento all'EnoConegliano 20° Concorso Enologico Regionale - Selezione dei Vini Veneti, che si è proposto di far conoscere ai consumatori la migliore produzione enologica regionale, stimolando lo sforzo delle aziende vitivinicole per il continuo miglioramento della qualità dei prodotti.

A questo importante concorso, i commissari, divisi in cinque commissioni di gara composte da 6 enologi e da un giornalista hanno valutato con il Metodo Union International Des Oenologues 431 campioni catalogati dall'Associazione Dama Castellana di Conegliano, presentati da 149 aziende rappresentanti delle provincie di Belluno (tra cui Pian delle Vette Cantina di Montagna), Padova, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.

Complessivamente sono stati selezionati 319 vini veneti, pari al 74% dei campioni presentati. A tutte le etichette che hanno conseguito il punteggio di almeno 82 centesimi (corrispondente all'aggettivo "ottimo") è stato assegnato un diploma di merito, mentre ai primi tre vini classificati per ciascun gruppo di categoria, sono stati conferiti rispettivamente i premi Dama d'Oro, Sigillo d'Argento e Sigillo di Bronzo.

Inoltre, tutti i vini selezionati sono stati messi in mescita venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 settembre, in occasione della tradizionale Festa dell'Uva di Conegliano, che ha visto come ospiti quest'anno i vini dell'Emilia Romagna e, inoltre, la ripresa della Cena della Vendemmia, che ha registrato il tutto esaurito con 250 posti a sedere e una lista d'attesa di oltre 130 persone.

 

 

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La temperatura ideale per servire il vino in estate.

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L'estate, è la stagione in cui le cene e i momenti conviviali tra amici si moltiplicano a dismisura. Si mangia più leggero, si sperimentano ricette inedite, ci si sbizzarrisce negli abbinamenti con i vini, in un valzer di rossi, bianchi e spumanti. Ma a che temperatura ciascuno di essi va servito in tavola quando la colonnina di mercurio supera quota 25 - 30°C? 

Prima di compiere colossali errori e figuracce con i vostri ospiti, ricordatevi che un vino troppo caldo o ghiacciato è come uno splendido vestito ma di un'altra taglia rispetto alla propria. Sarà lo stesso bello, ma anche deludente!

Premesso che la temperatura di servizio è un aspetto di primaria importanza per poter apprezzare al meglio le qualità olfattive e gustative di un vino, ecco qualche utile consiglio per riuscire a valorizzare al meglio ogni bottiglia, anche in queste piacevoli serate estive.

I Vini Bianchi: freschi ma non ghiacciati.

I vini bianchi sono in genere più acidi dei vini rossi e, proprio rispetto a questi, sono più poveri in tannini e quindi la sensazione di astringenza sarà molto più bassa, praticamente quasi nulla. Tenendo in dovuta considerazione che una qualsiasi bevanda acida risulta più gradevole se consumata a temperature più basse, i vini bianchi generalmente non vanno serviti ne troppo caldi, ne tanto meno troppo ghiacciati. La regola che vi consigliamo di seguire è questa: per i bianchi giovani e secchi la temperatura di servizio preferenziale varia dai 6 agli 8°C, salendo ai 10 - 12°C per quelli prodotti con Metodo Charmat oppure con Metodo Classico Millesimato. 

I Vini Rossi: caldi ma non troppo.

La temperatura di servizio dei vini rossi è condizionata da diversi fattori, ma vista la loro natura più tannica e meno acida dei vini bianchi, si tende solitamente a servirli più caldi. Ad esempio, rossi giovani e ancora poco tannici si possono degustare ad una temperatura compresa fra i 14 e i 16°C, mentre per quelli più corposi e tannici si può arrivare tranquillamente anche ai 18°C. Per quanto riguarda i vini rossi affinati per anni in bottiglia, di corpo e ancora tannici, si predilige portarli in tavola a 18°C, non escludendo di poter arrivare anche ai 20°C. Va inoltre precisato che un vino rosso giovane poco tannico e strutturato, può essere servito fra i 12 e i 14°C; questa regola si applica molto bene per esempio ai vini novelli che, proprio per la loro particolare tecnica di vinificazione, risultano poveri in tannini e si possono servire più freddi rispetto alle altre tipologie di vini rossi, senza risultare astringenti, ma invece molto gradevoli al palato. 

Gli spumanti: briosi ed effervescenti come la brezza estiva.

Con la loro frizzante effervescenza, gli spumanti sono perfetti per accompagnare un aperitivo in riva al mare oppure in cima ad una montagna, magari proprio al tramonto del sole. E in fatto di temperature, la regola vuole che gli spumanti bianchi dolci e aromatizzati vanno serviti attorno agli 8°C. 

Gli spumanti dolci rossi ad una temperatura compresa fra i 10 - 12°C, anche se quelli più aromatici sopportano senza alcun problema temperature più basse, mentre per quelli un po' più tannici sarà necessario invece prevedere di aumentare la loro temperatura fino ai 14°C. 

Una considerazione importante va fatta per gli spumanti Metodo Classico e per quelli Champenoise. In genere questi spumanti vengono serviti a temperature comprese fra gli 8 e i 10°C, ma tuttavia quando si tratta di millesimati importanti oppure di spumanti che sono stati affinati per lungo tempo, si può arrivare ai 12°C, in modo da favorire al meglio gli aromi più complessi che faticosamente e lentamente si sono sviluppati nel corso del tempo.

Adesso che disponete di questa guida con alcune prime informazioni utili da conoscere sulle principali temperature di servizio dei vini, non vi resta che fare le vostre prove. Sperimentate, sbagliate, imparate e riprovate.

Se poi necessitate di ulteriori chiarimenti in merito, non esitate a contattarci o a venirci a trovare direttamente in Cantina, anche per una piacevole degustazione dei nostri pregiati vini di montagna prodotti a Feltre, sede del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

 

 

 

 

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Sappada: delizie gourmet con gli chef stellati delle Dolomiti Bellunesi.

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Dopo il successo delle precedenti edizioni sul passo Giau e sul Monte Dolada, anche quest'anno la prestigiosa squadra di Chef stellati delle Dolomiti Bellunesi, si è riunita a Sappada (Belluno) per organizzare un vero e proprio pic-nic d'autore sulle sponde del laghetto Ziegelhutte, un suggestivo specchio d'acqua incastonato tra la natura del Bosco Digola, abbracciato dalle incantevoli cime delle Dolomiti. 

A questa importante rassegna enogastronomica hanno aderito gli undici ristoranti del Circuito AltoGusto La Grande Cucina delle Dolomiti Bellunesi: i sei stellati (Dolada, Tivoli, Aga, Al Capriolo, Laite, San Lorenzo) e le altre attività pluripremiate da tutte le guide (Mondschein, Al Borgo, Da Aurelio, Baita Fraina, Alle Codole) che hanno saputo incantare e deliziare con arte e fantasia gli invitati, proponendo undici sfiziose portate realizzate con prodotti tipici della cucina veneta, in grado di richiamare alla memoria i gusti e i sapori delle nostre terre di montagna, abbinate alla degustazione di pregiati vini di alta qualità provenienti da aziende agricole d'eccellenza, tra cui Pian delle Vette Cantina di Montagna con il suo Pinot Nero annata 2012 - Raffinatezza ed Eleganza, che ha accompagnato in tavola il maialino da latte cotto come una volta nell'orzo, servito con purè di fagioli di Lamon, salsa krèn e crescione, preparato dai ristoratori della Baita Fraina di Cortina d'Ampezzo, che è riuscito a sorprendere e a deliziare le papille gustative dei commensali presenti, per il suo gusto intenso e persistente adagiato su note di freschezza e sapidità.

Anche la partecipazione a questo evento, si è rivelata un'occasione importante per promuovere e valorizzare le eccellenze enogastronomiche delle Dolomiti Bellunesi, continuando ad ottenere ottimi risultati che ci lasciano sempre a bocca aperta per i feedback che riceviamo sia dalle persone comuni, sia dai tanti appassionati del buon cibo e vino. 

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La Locanda Solagna riapre puntando sulla riscoperta dei sapori tipici locali.

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Sabato 30 giugno la Locanda Solagna, presente a Quero - Vas dal 1956, ha riaperto le sue porte grazie al sogno portato avanti dal giovane imprenditore Andrea Riboni pronto ad accogliere l'eredità del noto locale del Basso Feltrino, proiettato verso la pianura ma con i piedi ben piantati tra le incantevoli montagne delle Dolomiti Bellunesi. 

Dopo un periodo di chiusura dovuto ai lavori di restyling di questa storica location, oggi la Locanda Solagna si presenta al pubblico con una nuova veste più moderna e rinnovata sia dal punto di vista architettonico, sia per quanto riguarda il menù della cucina.

La scelta dei nuovi materiali e dello stile dato agli spazi, richiamano a colpo d'occhio un forte attaccamento al nostro territorio dolomitico. Certamente la Valbelluna la si ritrova sui muri e nel pavimento, mentre nelle sale si può respirare l'aria di montagna camminando su pietre locali circondate dal legno delle foreste del Cansiglio.

I componenti d'arredo sono stati realizzati utilizzando legno di rovere, castagno e larice, mentre le pietre provengono dalle zone di Bassano del Grappa e di Castellavazzo. Anche il ferro non poteva mancare con un tributo speciale al maestro Carlo Rizzarda.

La nuova gestione punta a diffondere la cultura del buon cibo abbinato alla scelta di vini di alta qualità, facendo riscoprire i prodotti tipici della cucina locale e nazionale, oltre ai presidi Slow Food.

Anche nella scelta dei vini per il brindisi inaugurale, il nuovo gestore ha voluto puntare sulle eccellenze bellunesi, portando in degustazione il nostro Spumante Rosè Extra Brut Dumalis, ottenuto da uve di Pinot Nero vinificato in bianco con Metodo Ancestrale; un vino ottimo come aperitivo ma anche per accompagnare antipasti, creme di verdure, piatti e grigliate di pesce e carni bianche.

Non ci resta che ringraziare Andrea Riboni per aver fatto conoscere nuovamente ai suoi ospiti l'esistenza di Pian delle Vette Cantina di Montagna e per la sua determinazione nel continuare a "divulgare il verbo" che anche in Provincia di Belluno esistono vini meravigliosi che meritano di essere apprezzati e degustati. 

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Il Gioco, protagonista indiscusso della 32^ edizione della Mostra dell'Artigianato di Feltre.

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La Mostra dell'Artigianato Artistico e Tradizionale di Feltre (BL) torna, dal 29 giugno al 01 luglio, ad animare una delle città più antiche e suggestive della Regione Veneto.

Il tema centrale attorno al quale ruotano le mostre ed esposizioni proposte per la 32^edizione di questa manifestazione, è il gioco di espressioni artistiche

L'evento, nasce nel lontano 1986 con l'intento di dare spazio e visibilità all'artigianato di qualità in un contesto davvero unico ed esclusivo: il centro storico della Città di Feltre. 

Il connubio tra Feltre e l'artigianato vanta origini molto antiche e ancor'oggi gode di ottime espressioni. La Città, proprio per la sua ricca storia risalente al I secolo a.C. e per la sua particolare posizione geografica, si è prestata nei secoli ad essere la location ideale per lo sviluppo di botteghe e di attività artigianali, riuscendo ad ottenere diverse eccellenze in settori come la tessitura, la lavorazione del legno, del ferro e della pietra

Il programma di quest'edizione prevede l'inaugurazione della Mostra la sera di venerdì 29 giugno e, a seguire, l'avvio del Simposio di Scultura e il Concorso di Forgiatura dedicato al tema del gioco. Entrambe le competizioni, vantano la presenza di affermati artisti nazionali esperti nella lavorazione del ferro e del legno.

Anche i piccoli visitatori potranno divertirsi cimentandosi nella scoperta della forgiatura. Nel corso dell'intera manifestazione, non mancheranno spettacoli di intrattenimento per adulti e bambini, opere teatrali, la giocoleria e l'arte circense

Intanto, negli androni dei palazzi storici e nei cortili del centro storico, gli scultori e gli artigiani provenienti da ogni parte del Paese, metteranno in mostra le loro opere proponendo al pubblico dimostrazioni dirette di come si eseguono alcune lavorazioni particolari dei vari materiali.

Sempre nella tre giorni, al Palazzo Villabruna saranno esposte le carte da gioco dedicate al Palio di Feltre 2018, realizzate dall'Azienda Del Negro di Treviso, su disegni del noto artista e pittore locale Gian Antonio Cecchin.

In occasione dell'inaugurazione della Mostra dell'Artigianato, vi invitiamo a venirci a trovare nella nostra Cantina di Montagna per farvi conoscere e degustare dal vivo i nostri pregiati vini IGT di alta qualità, prodotti nella "città simbolo" del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

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I Vini Pian delle Vette presenti alla terza edizione del Vinissage Bassano 2018.

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Vinissage Bassano 2018 è un'esclusiva mostra mercato dedicata alle eccellenze vitivinicole del Triveneto allestita dal 16 al 18 giugno in una location unica a pochi minuti dal centro storico di Bassano del Grappa, ovvero la Villa Angaran San Giuseppe edificio storico di alto pregio architettonico e culturale. 

Il suo corpo centrale risale al 1590 ed ha subito nel corso degli anni numerose trasformazioni e restauri prima di diventare, nel 1924 una residenza religiosa finalizzata allo svolgimento di esercizi spirituali. 

La Villa Angaran è iscritta all'Istituto Regionale delle Ville Venete e, a quanto pare, è l'unica struttura storica destinata ad attività di sviluppo e di accoglienza sociale aperte al pubblico. Un luogo elegante e molto raffinato che consta di quattro piani e un seminterrato, di alcune costruzioni adiacenti (tra cui il Salone Lungobrenta) e di quattro ettari di parco coltivabile, oltre ad una quarantina di camere da letto singole e/o doppie.

A questa terza edizione dell'evento parteciperanno venti prestigiose aziende agricole e cantine venete che faranno conoscere ed assaggiare al pubblico cento diverse tipologie di vini, con l'unico scopo di aumentare la consapevolezza del "buon bere" attraverso la presenza di numerosi sommelier, guide enologiche cartacee e multimediali e di specifici eventi dedicati all'approfondimento del mondo del vino italiano.

Una delle novità più importanti di quest'edizione è l'introduzione della giornata del lunedì interamente dedicata agli operatori della ristorazione e dell'ospitalità turistica.

A questa tre giorni dedicata al mondo dell'enologia veneta, sarà presente anche Pian delle Vette Cantina di Montagna con una selezione dei suoi pregiati vini IGT prodotti nel Comune di Feltre (BL) sede del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, che ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi di montagna, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità naturale che li arricchisce di profumi e aromi garantendo unicità e tipicità.

Non mancate a questo evento, vi aspettiamo per farvi conoscere e degustare dal vivo i nostri pluripremiati prodotti di alta qualità

 

 

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