Pian delle vette inaugura la vendemmia 2019

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La nostra filosofia qualità e eticità inizia in vigneto

Il momento magico della vendemmia si ripete ogni anno a Pian delle Vette. È la conclusione dell’attività in campagna che noi, viticoltori di montagna, abbiamo presidiato ogni giorno. Certamente non possiamo condizionare a breve il meteo e gli eventi climatici, ma possiamo e dobbiamo ascoltare e sintonizzarci con la natura. Aiutare le piante a superare le avversità e salvaguardare l’ambiente sono uno dei nostri obiettivi principali. Anche questo 2019, così burrascoso e imprevedibile, ci sta fornendo uve più che soddisfacenti recuperando un gap primaverile che aveva messo a dura prova la nostra capacità di paziente attesa.

 

La biodiversità nei nostri vigneti


I nostri vigneti sono piccoli, posizionati in modo differenziato, a metà collina. Sono state messe a dimora i vitigni più coerenti nel pieno rispetto della terra e della composizione minerale originale. Le varietà sono molte e articolate, proprio per rispettare la biodiversità che le colture intensive stanno mettendo a dura prova, se non a rischio, la vita del pianeta. Questa biodiversità ci consente, nonostante i cambiamenti climatici siano sempre più evidenti, di avere produzioni di qualità e di preservare le nostre produttrici, cioè le viti, in salute e per lungo tempo.

 

La qualità delle uve 2019


Lo Chardonnay di quest’anno si è presentato al di sopra delle nostre aspettative come base zuccherina, acidità, qualità del grappolo, praticamente perfetto, nonostante la grande umidità di questo ultimo periodo. Le basi spumante saranno di ottimo livello, poi molta strada è ancora da fare in cantina. Il nostro Mat'55 millesimato 2019 ha posto le basi per un grande percorso, ma ne riparliamo fra minimo 72 mesi! A proposito di pazienza produttiva!
Il nostro Müller è molto soddisfacente a livello qualitativo, come lo Chardonnay, però le quantità prodotte sono ridotte e questo non ci agevola sicuramente. L’esperienza del nostro enologo ci consentirà, come sempre, di trovare il giusto equilibrio per restituire una esperienza gustativa eccellente, almeno questo è il nostro augurio. Per le altre qualità di uva è ancora presto, nei prossimi giorni vi aggiorneremo.

 

La pigiatura, fondamentale per la qualità futura del vino


La nostra piccola cantina è dotata di tutti i macchinari tecnologicamente più avanzati, pensati a riprodurre tutte le operazioni manuali che non stressino le uve, pressature morbide, delicate, lente, in grado di mantenere intatti tutti gli elementi organici, i profumi e i contenuti biochimici naturali dei mosti. Per ottenere il rispetto delle uve, i nostri macchinari, come la pressa pneumatica e la gramola al silicone, riproducono in modo meccanico le stesse modalità delle pigiature old style, come quando si pigiava in modo manuale se non addirittura con i piedi. In particolare questi macchinari così delicati garantiscono che il vinacciolo non si rompa, immettendo i suoi sentori e oli nel vino, cosa che lederebbe in modo importante la qualità della produzione. Le rese sono certamente più basse dei normali processi di pigiatura, ma Pian delle vette è nata in funzione di una specifica filosofia e posizionamento, per cui la produttività a tutti i costi non è il nostro obiettivo principale.

 

Le vinacce vengono restituite alla vigna


Una scelta vitale è quella di restituire le vinacce ai vigneti dopo la vendemmia, redistribuendole nelle terre da cui derivano. Le vinacce, cioè il residuo del processo di pigiatura, tornano al terreno da cui provengono per consentire il recupero energetico delle piante. Terminata la vendemmia le vigne, con il loro carico di vinacce, vanno a riposo. La pioggia e la neve bagnano le vinacce e ne dissolvono le proprietà lentamente e naturalmente nel terreno per cui assistiamo a una ricarica di energia che arricchisce i terreni mantenendo nel tempo la qualità produttiva e, soprattutto, la vita delle piante. Questa scelta è frutto di una valutazione e calcoli energetici specifici per cui la naturalità dei processi non può essere confusa con l’improvvisazione o casualità. Tutte le azioni di noi agricoltori di Pian delle Vette rientrano in un protocollo complessivo di azioni e scelte scientifiche seguite dal nostro enologo. È tutto supportato da scelte filosofiche e di valori agricoli che ci vedono in simbiosi con la natura, pronti a raccogliere i frutti, ma determinati a conservarne il valore. La terra è da conservare, ne acquisiamo la proprietà, ma non certo per lasciarla alle nuove generazioni esausta, improduttiva e imbruttita. Noi di Pian delle vette abbiamo scelto di rispettarla potendone godere dei meravigliosi risultati, ma sempre garantendo la sua conservazione intrinseca. Un grande sforzo per i nostri piccoli vigneti, ma dobbiamo dare l’esempio e non dimenticarci che siamo solo di passaggio su questa terra.

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Lo Spumante Metodo Classico, cos'è?

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Il metodo classico di produzione del vino spumante (detto anche Champenoise), consiste nell'indurre la rifermentazione in bottiglia dei vini attraverso l'introduzione di zuccheri e di appositi lieviti selezionati (Liquer de Tirage). L'inventore di questo metodo, seppur non sia ancora storicamente provato, è un monaco che lo avrebbe ideato verso la metà del 1600. Il suo nome era Dom Perignon il quale decise di mescolare insieme diverse tipologie di vini per esaltare le caratteristiche del prodotto finale. 

Con questo metodo si ottengono vini con spuma (perlage) molto fine e persistente, con profumi delicati e sottili, che ricordano i lieviti, e un gusto fresco, leggermente acidulo, molto fine ed equilibrato. In Italia i vitigni più indicati per la produzione di spumanti di alta qualità sono lo Chardonnay, il Pinot Nero e il Pinot Bianco

Le fasi del processo di spumantizzazione.

La preparazione del vino base.

Poichè i vini base vanno ad incidere in modo diretto sulla qualità del prodotto finale, per la loro preparazione è necessario prestare una particolare cura ed attenzione. Quando le uve hanno raggiunto la maturazione desiderata si effettua la vendemmia anticipata delle uve, cosicchè queste, oltre a possedere un'acidità maggiore, manterranno anche inalterati molti degli aromi varietali propri del vitigno.

Fattori senza dubbio determinanti per la buona qualità delle uve sono l'altitudine e la corretta esposizione dei vigneti, una coltivazione non forzata con una resa produttiva per ettaro non elevata. Altrettanto importanti risultano essere il grado di maturazione e la sanità delle uve. 

La raccolta delle uve deve essere particolarmente curata e il suo trasporto in cantina va eseguito in breve tempo, in modo tale che le uve non si schiaccino tra loro, per non avere possibili perdite di succo, fermentazioni indesiderate e incontrollate e sgraditi fenomeni ossidativi. Se sui grappoli è presente della polvere si può provvedere alla sua rimozione con una particolare operazione detta De Bourbage.

La pigiatura dell'uva deve avvenire in modo soffice per estrarre la minima quantità di polifenoli; per lo stesso motivo assume importanza anche la diraspatura, essendo i raspi molto ricchi di tannini.

Il mosto fiore sgrondato si lascia decantare per circa 12 - 24 ore, allo scopo di eliminare le fecce in sospensione e buona parte della flora microbica sgradita. Successivamente si procede ad una fermentazione in bianco, della durata massima di circa tre settimane, ad una temperatura che non deve superare i 20°C.  Le fasi successive sono molto simili a quelle della vinificazione in bianco, con travasi, chiarificazioni e filtrazioni, ripetendo controlli analitici per poter intervenire tempestivamente nel caso in cui qualche valore non corrisponda a quello desiderato. 

Ottenuto il vino base, si procede con le altre fasi tipiche della produzione di uno spumante metodo classico di seguito riportate. 

L'assemblaggio.

Verso l'inizio della primavera si prepara il vino base, la cosidetta Cuvèe, assemblando varie tipologie di vini provenienti da vigneti (cru) e vitigni diversi. Nella miscelazione si utilizzano non solo vini nuovi, ma anche vecchi.

Questa particolare operazione risulta di grande importanza in quanto permette ad ogni imprenditore di offrire negli anni un prodotto con caratteristiche organolettiche consistenti e di maggiore qualità. Nel caso in cui vi siano annate particolarmente favorevoli, una parte delle uve viene destinata alla produzione di spumanti millesimati (come ad esempio il nostro Mat'55 millesimato 2010 - Sublimazione dell'Attesa), prodotti assemblando uva della stessa annata per l'85 %.

Questo spumante viene fatto riposare in cantina per un periodo di quattro - cinque anni, in qualche caso anche per sette - otto anni, prima della sboccatura e deve maturare a stretto contatto con i lieviti per almeno 24 mesi, a partire dal momento dell'imbottigliamento. 

Se si utilizzano invece vini di annate precedenti, si otterrà un Sans Annèe, ovvero uno spumante che risulta privo di qualsiasi indicazione di annata o di vendemmia, destinato ad un affinamento sui lieviti molto più breve, in genere di due o tre anni.

Nella maggior parte dei casi, le Cuvèe sono realizzate con vini ottenuti sia da uve a bacca bianca, sia nera; se si usano solamente le prime il prodotto viene definito Blanc De Blancs (cioè vino bianco da uve bianche), mentre se si usano solo quelle a bacca nera il prodotto viene definito Blanc De Noirs, ossia vino bianco da uve nere.

L'aggiunta del liquido di tiraggio.

Per poter realizzare la rifermentazione risulta necessario addizionare il liquido di tiraggio (Liquer De Tirage), una miscela di vino contenente zucchero raffinato di canna o barbabietola, lieviti, sostanze minerali e azotate che favoriscono la successiva eliminazione delle fecce.

I lieviti devono possedere specifiche caratteristiche, come quella di essere attivi anche alle basse temperature presenti nei locali in cui viene realizzata la rifermentazione, di sopportare le alte pressioni all'interno delle bottiglie dovute all'anidride carbonica che essi producono, di sprigionare profumi gradevoli e pochissima acidità volatile e di formare un deposito caseo - sabbioso affinchè le fecce non aderiscano al vetro della bottiglia. 

L'aggiunta di zucchero risulta fondamentale per la rifermentazione realizzata dai leviti; le sostanze minerali sono per lo più sali di ammonio che servono per favorire lo sviluppo dei lieviti. A questo liquido vengono aggiunte altre sostanze allo scopo di facilitare il compattamento delle fecce durante il Remuage

L'imbottigliamento.

Dopo aver controllato con estrema attenzione che lo sciroppo di tiraggio si sia perfettamente disciolto ed amalgamato nella Cuvèe, il vino viene imbottigliato nelle tradizionali bottiglie (dette Champagnotte), che sono quelle definitive in cui il vino resterà fino al momento della sua vendita e consumazione. 

Il colore scuro della bottiglia protegge il prodotto finale dall'azione della luce, mentre il notevole spessore del vetro risulta fondamentale per la resistenza alla pressione interna e alle manipolazioni nelle varie fasi di elaborazione.

A questo punto, le bottiglie vengono sigillate utilizzando uno speciale tappo a corona in acciaio inox, che assicura una perfetta tenuta evitando l'attacco della ruggine.

Sotto il tappo è inserita la Bidule, un piccolo cilindro di plastica nel quale si accumulano le fecce al termine del Remuage, evitando così che residui di sostanze indesiderate rimangano a contatto con il vino. 

La presa di spuma e l'affinamento sui lieviti.

La presa di spuma è il procedimento che porta il vino a diventare spumante. Una volta sigillate le bottiglie, queste vengono accatastate in posizione orizzontale in cantina dove l'umidità e la temperatura sono costanti e vi è la totale assenza di vibrazioni, suoni e odori, oltre alla presenza di un'illuminazione soffusa.

Dopo qualche settimana i lieviti trasformano gli zuccheri in alcol etilico ed anidride carbonica, che questa volta, non potendo più fuoriuscire, si scioglie nel vino. La presenza dei lieviti inoltre contribuisce ad arricchire il prodotto finale di aromi e sapori unici

In poche parole, la presa di spuma coincide, dunque, con la seconda fermentazione. Dopo circa due settimane dall'imbottigliamento del vino, lo zucchero fermentescibile ha già subito il suo processo di trasformazione in etanolo e anidride carbonica.

Nel periodo che segue, il lievito inizierà a consumare lentamente tutte le scorte, degradando componenti cellulari e sostanze di riserva, fino a quando, intorno ai novanta giorni, iniziano i processi autolitici. Durante questa fase continua a proseguire l'attività degli enzimi del lievito, anche se non si potrà più rilevare nessuna traccia di lievito vitale. Gli enzimi idrolitici continueranno a lavorare andando a degradare a poco a poco tutte le componenti cellulari, tranne la parete, che pur subendo numerosi stress non verrà rotta.

Per ottenere questo, l'affinamento deve essere lungo e lento, in modo da formare bollicine persistenti, numerose e dalla grana fine. In funzione dei vitigni utilizzati, della zona di produzione e del corpo desiderato, questa fase può durare anche dai sette agli otto anni.

A tal fine, l'Istituto Italiano Spumante Classico ha stabilito che la maturazione sulle fecce deve durare minimo quindici mesi, a partire dal momento dell'imbottigliamento, e di ventiquattro mesi per gli spumanti millesimati. Durante questo periodo anche a Pian delle Vette Cantina di Montagna le bottiglie sono sottoposte allo sbancamento, che consiste nello smontare le cataste di bottiglie e ricomporle per evitare che le fecce si incrostino sul vetro, favorendo così il contatto delle varie sostanze liberatesi per autolisi con la massa liquida. 

Lo scuotimento.

Nel momento in cui si ritiene che lo spumante abbia quasi concluso l'affinamento sui lieviti, le bottiglie vengono riposte su dei particolari cavalletti in legno con fori sagomati, detti Pupitre. Successivamente, un po' alla volta, si effettuano i Remuage con rotazioni e vari scostamenti che portano le bottiglie dalla posizione orizzontale a quella verticale, provocando così il distacco dei residui dei lieviti dalle pareti ed il loro accumulo vicino al tappo, nella bidulè. 

Un tempo questa operazione di rotazione (Remuage) veniva praticata manualmente da operai specializzati che ruotavano giornalmente circa 15.000 - 20.000 bottiglie; oggi è diventata sempre più meccanizzata, grazie all'utilizzo delle Giropalette, grandi ceste rotanti contenenti le bottiglie, introdotte in commercio dai produttori spagnoli di Cava. 

Ultimato il Remuage, le bottiglie passano alla successiva fase della sboccatura, anche se vi è la possibilità che possano essere conservate in punta, in posizione verticale e capovolta, in modo tale da perfezionare l'evoluzione del vino a contatto con i lieviti, evitando che si attacchino alle pareti, come potrebbe succedere se fossero conservate in posizione orizzontale.

La sboccatura.

Finalmente arriva per lo spumante il momento di essere messo in commercio. Proprio a questo scopo, viene effettuata la sboccatura. In passato anche questa operazione era eseguita dall'uomo; il tecnico di cantina stappava la singola bottiglia da dove, per effetto della sovrappressione, usciva fuori il residuo in fecce formatosi sotto il tappo, poi prontamente provvedeva a ritappare la bottiglia.

Oggi si utilizza una macchina che permette di congelare il collo delle bottiglie e quindi di effettuare la successiva stappatura ed il successivo rabbocco. 

La velocità di traslazione del nastro è determinata in modo tale che al termine del percorso si sia formato un piccolo cilindro di ghiaccio di un paio di centimetri, che ingloba il vino e le fecce compattate nella bidule. La macchina scarica le bottiglie in posizione normale e le trasferisce alla postazione successiva, dove viene asportato il tappo a corona; la pressione interna riesce ad espellere il ghiaccio, lasciando il vino privo della più piccola particella in sospensione, perfettamente limpido. 

Il dosaggio.

Dopo la sboccatura si deve procedere a rincalzare ulteriormente la bottiglia aggiungendo un ulteriore Liquer D'Expedition o "sciroppo di dosaggio", la cui ricetta viene custodita segretamente da ogni produttore vinicolo italiano.

Nella maggior parte dei casi, lo sciroppo di dosaggio è composto da vino e zucchero (molto raramente distillato) e spesso viene invecchiato in barrique

Nel caso in cui si rabboccasse con uno sciroppo di dosaggio privo di zuccheri, si otterrà un prodotto denominato Pas Dosè. Una volta aggiunto il liquer d'expedition, le bottiglie vengono rabboccate con una modesta aggiunta dello stesso vino, in modo tale che il livello sia uguale in ogni bottiglia e sia identica anche la quantità di aria intrappolata sotto il tappo. 

La tappatura finale e il confezionamento.

Dopo la colmatura ogni bottiglia viene sigillata con un tappo di sughero a forma di fungo di ottima qualità, in grado di garantire elasticità oltre alla robustezza.

Successivamente sul tappo viene applicato un dischetto metallico (detto capsula) e la gabbietta metallica per evitare che esso, a causa dell'elevata pressione, possa fuoriuscire, Il tutto è avvallato da un particolare involucro in foglio d'alluminio (detto capsulone), che è quello che verrà strappato in fase di apertura della bottiglia. 

Tappo, capsula e capsulone sono di solito contrassegnati genericamente, riportando ad esempio il nome / logo della denominazione cui si riferisce lo spumante, oppure con il nome o logo dell'imbottigliatore.

Una volta tappate le bottiglie vengono fatte ruotare su sè stesse per permettere che lo sciroppo di dosaggio si amalgami bene con il resto del prodotto, dopodichè vengono lavate e vestite di etichetta, contro-etichetta, collarino e capsulone. Le bottiglie infine vengono tenute nuovamente a riposo in cantina per qualche mese.

Uno spumante prodotto con il metodo classico per poter essere definito di alta qualità deve avere aspetto brillante e trasparenza cristallina, colore paglierino tenue, perlage persistente e finissimo, profumo delicato e fragrante, che ricordi vagamente l'uva utilizzata ma presenti sentori legati a quello dei lieviti, gusto fresco, piacevolmente acidulo, fine ed equilibrato; il giudizio finale deve essere armonico come accade nel nostro Mat'55.   

 

 

 

 

 

 

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A Pian delle Vette si vendemmia!

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Quest'anno a Pian delle Vette la vendemmia è iniziata il 28 agosto 2017, in anticipo di ben 15 giorni rispetto all'anno scorso, partendo naturalmente con le basi spumanti, ovvero quelle che ci permetteranno di degustare nel 2024 uno dei nostri vini fiore all'occhiello: il MAT' 55 - Sublimazione dell'attesa.

Prima il Pinot Nero poi lo Chardonnay, questi sono i due vitigni che sicuramente ci regaleranno presto emozioni forti ed uniche.

Nel rispetto delle tradizioni vitivinicole di un tempo, la vendemmia 2017 si è svolta manualmente selezionando i migliori grappoli d'uva che sono stati raccolti in cassette di plastica e stoccati per una notte in una cella frigorifera ad una temperatura di 10°C- 12°C per evitare l'insorgere di possibili fermentazioni spontanee che avrebbero potuto compromettere la qualità finale del mosto.

Successivamente, si è svolta la pigiatura morbida dell'uva utilizzando una pressa pneumatica che ci ha consentito di prelevare il fiore mosto per garantire il massimo della qualità al nostro  futuro MAT' 55.

Infine è stato avviato il processo di fermentazione del vino che rappresenta un momento magico che determinerà il successo del nostro lavoro e, soprattutto, la qualità dei nostri vini di montagna prodotti a Vignui di Feltre, un piccolo borgo della Città di Feltre immerso nella natura ancora incontaminata del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. 

La vendemmia a Pian delle Vette Cantina di Montagna.

 

 

 

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Vigneto Veneto: andamento e previsioni produttive.

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Come una grande festa che chiama a sè un'intera città, la vendemmia coinvolge, da nord a sud, gran parte della penisola.

In questo particolare periodo dell'anno, che generalmente si colloca tra settembre ed ottobre, tradizione ed innovazione, gusto e commercio si incontrano per cogliere i frutti donati dalle vigne che popolano il territorio e che presto andranno a riempire di pregiati vini italiani le cantine.

Anche quest'anno Veneto Agricoltura ha recentemente tenuto al CREA di Conegliano (TV) un convegno per fare un primo punto della situazione sul vigneto veneto, presentando i dati raccolti dalla rete di rilevamento sparsa sul territorio regionale e formata da una serie di cantine cooperative e Consorzi di tutela.

Ecco, in estrema sintesi, l'analisi del settore vitivinicolo veneto e le prime indicazioni sull'annata vitivinicola e la prossima vendemmia nel Veneto, emerse nel corso di questo importante  e prestigioso evento promosso da Veneto Agricoltura, Regione Veneto, Arpav Veneto e Crea - Vit.

Analisi del settore vitivinicolo Veneto.

Il settore vitivinicolo veneto, solo per quanto riguarda l'export, vale ben 5,2 miliardi di euro (dati relativi all'anno 2016), posizionando così la nostra Regione al primo posto in Italia con il 35, 6% del valore complessivo delle esportazioni e al quarto posto nel mondo alle spalle di Francia, Italia (compreso lo stesso Veneto) e Spagna.

Quest'autentica "miniera d'oro a cielo aperto" è costituita da oltre 87.000 ettari di superficie vitata, con le provincie di Treviso e Verona a fare la parte del leone.

La scorsa vendemmia ha prodotto nel Veneto 13 quintali di uva, pari a 10,1 milioni di ettolitri di vino, corrispondenti al 19,5 % della produzione italiana e al 3,5 % di quella mondiale. Nella nostra regione i produttori di vino sono 25.538 di cui oltre 15.000 quelli che conferiscono il vino nelle Cantine Sociali. 

L'annata vitivinicola 2017.

L'annata vitivinicola 2017 sarà ricordata da tutti per la sua precocità, che risulta più marcata rispetto a quella record del 2007. Stiamo andando incontro ad una vendemmia anticipata di una decina di giorni rispetto alla media. Le varietà precoci (Chardonnay e Pinot) sono già state raccolte prima di Ferragosto, mentre subito dopo questa festività si procederà alla raccolta delle altre uve. Di certo, non sarà un'annata abbondante a causa della minor fertilità delle gemme, senz'ombra di dubbio inferiore rispetto all'anno scorso. 

Previsioni per la vendemmia 2017.

Profilo sanitario.

Il vigneto veneto, sotto il profilo sanitario, risulta oggi sanissimo anche se i principali problemi di salute potrebbero casomai arrivare dalla siccità estiva che perdura ormai da troppo tempo. Se entro una decina di giorni non dovesse risolversi questa pesante situazione di grave carenza idrica, l'attuale buono stato del vigneto veneto rischia, inevitabilmente, di peggiorare.  Al momento, nessun problema hanno avuto le aziende vitivinicole dotate di sistemi di irrigazione artificiale che già prospettano di avere una possibile ottima vendemmia. 

Per quanto riguarda le principali malattie, ad oggi lo stato sanitario del vigneto veneto risulta essere ottimo, anche in quei vigneti maggiormente sensibili alla botrite.

Alcuni episodi di mal dell'esca si sono manifestati, invece, nei vigneti di Glera, Corvina e Cabernet, mentre meno preoccupanti sono i danni dovuti al virus del Pinot Grigio. 

Il fattore siccità e le oscillazioni climatiche.

Con la sola esclusione del mese di febbraio, gli altri cinque mesi di questo primo semestre dell'anno sono risultati i meno piovosi di sempre. Anche le temperature sono da record registrando fasi di caldo molto intenso già a partire dal mese di maggio. Vanno sicuramente ricordate la gelata del 19/20 aprile che ha colpito gran parte dell'Italia, compresa la Regione Veneto, che si è interposta tra il germogliamento precoce dovuto alle alte temperature di marzo e la fioritura rapidissima di maggio, causando importanti cali di produzione a macchia di leopardo in gran parte del Veneto, e l'ondata di calore di fine luglio - inizio agosto che ha posto le piante in un pesante stato di stress termico pur in presenza di disponibilità idriche sufficienti.  

In poche parole, le viti hanno dovuto fare i conti con oscillazioni termiche importanti e con una generale e persistente carenza idrica ma, nonostante questa situazione, le principali previsioni elaborate dai tecnici regionali parlano di un'annata vitivinicola che non sta andando per niente male, anzi.

Gran parte del merito spetta ai viticoltori che operano ogni giorno nei vigneti, la cui professionalità ha raggiunto alti livelli, coadiuvati anche dai centri di ricerca preposti.

La sostenibilità del vigneto.

Altro tema molto importante e di grande attualità affrontato durante il focus di Conegliano, ha riguardato le opportunità destinate a migliorare la sostenibilità del vigneto mantenendo la fertilità del suolo. Oggi il viticoltore deve diventare amico della biodiversità e della qualità dell'ambiente.

Concetti che bisognerà tenere sempre più in considerazione se davvero si vorrà rimanere in testa alla classifica mondiale del vino, che vede il Veneto quarto esportatore assoluto, con 2 mld/€ nel 2016.

La vendemmia 2017

La vendemmia 2017 si annuncia, al momento, molto interessante un po' ovunque nel Veneto. Buone notizie arrivano in particolare dalle aree di collina del veronese, vicentino e trevigiano, dove gli addetti ai lavori sostengono che in questo momento nel vigneto veneto si stanno creando i presupposti per una buona vendemmia, in particolare sotto il profilo qualitativo. In altre aree di fondovalle e di pianura delle diverse provincie del Veneto, la quantità risulterà penalizzata dalle gelate del mese di aprile, compensate comunque in buona parte dall'entrata in produzione di nuovi impianti vitivinicoli.

Al momento questa calda estate sta lavorando a favore delle uve: malattie ridotte al minimo grazie anche alle giornate calde e soleggiate e alle notti ora decisamente più fresche; le precipitazioni, pur non abbondanti, sono giunte finora al momento opportuno, però attenzione, perchè ora l'emergenza idrica ha suonato davvero il campanello d'allarme). In conclusione, saranno comunque le prossime due settimane a dare l'impronta decisiva a questa attesissima vendemmia 2017. 

 

 

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