Pian delle vette inaugura la vendemmia 2019

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La nostra filosofia qualità e eticità inizia in vigneto

Il momento magico della vendemmia si ripete ogni anno a Pian delle Vette. È la conclusione dell’attività in campagna che noi, viticoltori di montagna, abbiamo presidiato ogni giorno. Certamente non possiamo condizionare a breve il meteo e gli eventi climatici, ma possiamo e dobbiamo ascoltare e sintonizzarci con la natura. Aiutare le piante a superare le avversità e salvaguardare l’ambiente sono uno dei nostri obiettivi principali. Anche questo 2019, così burrascoso e imprevedibile, ci sta fornendo uve più che soddisfacenti recuperando un gap primaverile che aveva messo a dura prova la nostra capacità di paziente attesa.

 

La biodiversità nei nostri vigneti


I nostri vigneti sono piccoli, posizionati in modo differenziato, a metà collina. Sono state messe a dimora i vitigni più coerenti nel pieno rispetto della terra e della composizione minerale originale. Le varietà sono molte e articolate, proprio per rispettare la biodiversità che le colture intensive stanno mettendo a dura prova, se non a rischio, la vita del pianeta. Questa biodiversità ci consente, nonostante i cambiamenti climatici siano sempre più evidenti, di avere produzioni di qualità e di preservare le nostre produttrici, cioè le viti, in salute e per lungo tempo.

 

La qualità delle uve 2019


Lo Chardonnay di quest’anno si è presentato al di sopra delle nostre aspettative come base zuccherina, acidità, qualità del grappolo, praticamente perfetto, nonostante la grande umidità di questo ultimo periodo. Le basi spumante saranno di ottimo livello, poi molta strada è ancora da fare in cantina. Il nostro Mat'55 millesimato 2019 ha posto le basi per un grande percorso, ma ne riparliamo fra minimo 72 mesi! A proposito di pazienza produttiva!
Il nostro Müller è molto soddisfacente a livello qualitativo, come lo Chardonnay, però le quantità prodotte sono ridotte e questo non ci agevola sicuramente. L’esperienza del nostro enologo ci consentirà, come sempre, di trovare il giusto equilibrio per restituire una esperienza gustativa eccellente, almeno questo è il nostro augurio. Per le altre qualità di uva è ancora presto, nei prossimi giorni vi aggiorneremo.

 

La pigiatura, fondamentale per la qualità futura del vino


La nostra piccola cantina è dotata di tutti i macchinari tecnologicamente più avanzati, pensati a riprodurre tutte le operazioni manuali che non stressino le uve, pressature morbide, delicate, lente, in grado di mantenere intatti tutti gli elementi organici, i profumi e i contenuti biochimici naturali dei mosti. Per ottenere il rispetto delle uve, i nostri macchinari, come la pressa pneumatica e la gramola al silicone, riproducono in modo meccanico le stesse modalità delle pigiature old style, come quando si pigiava in modo manuale se non addirittura con i piedi. In particolare questi macchinari così delicati garantiscono che il vinacciolo non si rompa, immettendo i suoi sentori e oli nel vino, cosa che lederebbe in modo importante la qualità della produzione. Le rese sono certamente più basse dei normali processi di pigiatura, ma Pian delle vette è nata in funzione di una specifica filosofia e posizionamento, per cui la produttività a tutti i costi non è il nostro obiettivo principale.

 

Le vinacce vengono restituite alla vigna


Una scelta vitale è quella di restituire le vinacce ai vigneti dopo la vendemmia, redistribuendole nelle terre da cui derivano. Le vinacce, cioè il residuo del processo di pigiatura, tornano al terreno da cui provengono per consentire il recupero energetico delle piante. Terminata la vendemmia le vigne, con il loro carico di vinacce, vanno a riposo. La pioggia e la neve bagnano le vinacce e ne dissolvono le proprietà lentamente e naturalmente nel terreno per cui assistiamo a una ricarica di energia che arricchisce i terreni mantenendo nel tempo la qualità produttiva e, soprattutto, la vita delle piante. Questa scelta è frutto di una valutazione e calcoli energetici specifici per cui la naturalità dei processi non può essere confusa con l’improvvisazione o casualità. Tutte le azioni di noi agricoltori di Pian delle Vette rientrano in un protocollo complessivo di azioni e scelte scientifiche seguite dal nostro enologo. È tutto supportato da scelte filosofiche e di valori agricoli che ci vedono in simbiosi con la natura, pronti a raccogliere i frutti, ma determinati a conservarne il valore. La terra è da conservare, ne acquisiamo la proprietà, ma non certo per lasciarla alle nuove generazioni esausta, improduttiva e imbruttita. Noi di Pian delle vette abbiamo scelto di rispettarla potendone godere dei meravigliosi risultati, ma sempre garantendo la sua conservazione intrinseca. Un grande sforzo per i nostri piccoli vigneti, ma dobbiamo dare l’esempio e non dimenticarci che siamo solo di passaggio su questa terra.

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Alla scoperta del Fiume Piave... in bicicletta.

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Turismo, paesaggio, identità, accoglienza, viaggio ed esperienza. In un'unica parola Piave, che è anche il nome del progetto che vede coinvolto come protagonista principale il Centro Consorzi di Sedico, nell'intento di far interagire il turista con gli aspetti più caratteristici e peculiari del territorio veneto, permettendogli di vivere un'esperienza di viaggio unica e personalizzabile alla scoperta del percorso ciclabile "La Piave" uno straordinario itinerario che si snoda per 220 chilometri, partendo dalle Sorgenti in Provincia di Belluno e giungendo fino al Mare Adriatico, proprio in prossimità della nota località balneare di Jesolo, dopo aver attraversato da Nord a Sud le provincie di Belluno, Treviso e Venezia, lungo un percorso che va dai 1.700 metri di quota al livello del mare.

Il percorso del Fiume Piave rappresenta un viaggio nella Storia, segnando il passaggio dal microclima artico a quello più mediterraneo. Il suo corso ha visto dialogare gli instancabili navigatori veneziani con gli orgogliosi popoli stanziali stabilitisi lungo il fiume, dando vita a nuove dinamiche culturali di notevole interesse, sviluppando anche vere e proprie economie che nel corso dei secoli hanno permesso di unire la biodiversità alpina e lagunare.

Non va inoltre dimenticato che il Piave, fiume Sacro alla Patria e corso d'acqua che ha fatto grande Venezia tra il '400 e il '500, è un importante filo conduttore che lega due siti della WHL Unesco: Le Dolomiti e Venezia e la sua Laguna, due ambiti morfologicamente lontani ma fortemente legati dalla stessa genesi geomorfologica. 

Infatti le Dolomiti derivano dalla profonda interazione tra il mare e la terra, proprio come la laguna, nata dai numerosi sedimenti provenienti dal bacino alpino, modellati nel tempo dalle correnti marine.

Questo stupendo itinerario può essere affrontato a piedi o in bicicletta, seguendo vari temi in base ai propri interessi personali: i Musei, il Piave e la Grande Guerra, Castelli, Torri e Abbazie, le Chiese Affrescate, i Grandi Capolavori del Piave, gli Opifici Storici, Le Ville, i Paesaggi del Piave. 

Il turista può sempre decidere in qualsiasi momento di personalizzare come meglio crede il suo viaggio, scegliendo di comprenderli tutti, oppure solo alcuni di essi, grazie anche all'ospitalità diffusa sviluppata in collaborazione con la DMO Belluno - Dolomiti, il Consorzio Turistico Dolomiti Prealpi e quello della Marca Trevigiana, il GAL (Gruppo Azione Locale) e la rete d'impresa Cycling in the Venice Garden, unendo così ambiti diversi che spaziano dallo storico all'artistico, dall'antropologico all'emozionale, dal paesaggistico all'architettonico, per una camminata o pedalata che vuole essere anche un'occasione in più per scoprire ed ammirare la Storia d'Italia.

 

 

 

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I Vini Pian delle Vette presenti alla terza edizione del Vinissage Bassano 2018.

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Vinissage Bassano 2018 è un'esclusiva mostra mercato dedicata alle eccellenze vitivinicole del Triveneto allestita dal 16 al 18 giugno in una location unica a pochi minuti dal centro storico di Bassano del Grappa, ovvero la Villa Angaran San Giuseppe edificio storico di alto pregio architettonico e culturale. 

Il suo corpo centrale risale al 1590 ed ha subito nel corso degli anni numerose trasformazioni e restauri prima di diventare, nel 1924 una residenza religiosa finalizzata allo svolgimento di esercizi spirituali. 

La Villa Angaran è iscritta all'Istituto Regionale delle Ville Venete e, a quanto pare, è l'unica struttura storica destinata ad attività di sviluppo e di accoglienza sociale aperte al pubblico. Un luogo elegante e molto raffinato che consta di quattro piani e un seminterrato, di alcune costruzioni adiacenti (tra cui il Salone Lungobrenta) e di quattro ettari di parco coltivabile, oltre ad una quarantina di camere da letto singole e/o doppie.

A questa terza edizione dell'evento parteciperanno venti prestigiose aziende agricole e cantine venete che faranno conoscere ed assaggiare al pubblico cento diverse tipologie di vini, con l'unico scopo di aumentare la consapevolezza del "buon bere" attraverso la presenza di numerosi sommelier, guide enologiche cartacee e multimediali e di specifici eventi dedicati all'approfondimento del mondo del vino italiano.

Una delle novità più importanti di quest'edizione è l'introduzione della giornata del lunedì interamente dedicata agli operatori della ristorazione e dell'ospitalità turistica.

A questa tre giorni dedicata al mondo dell'enologia veneta, sarà presente anche Pian delle Vette Cantina di Montagna con una selezione dei suoi pregiati vini IGT prodotti nel Comune di Feltre (BL) sede del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, che ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi di montagna, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità naturale che li arricchisce di profumi e aromi garantendo unicità e tipicità.

Non mancate a questo evento, vi aspettiamo per farvi conoscere e degustare dal vivo i nostri pluripremiati prodotti di alta qualità

 

 

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La Croda Bianca stupisce tutti alla presentazione di Agrimont 2018.

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E' stato un weekend ricco di grandi soddisfazioni ed apprezzamenti per la nostra Croda BiancaVino Spumante Bianco Extra Brut prodotta con Metodo Ancestrale, che abbiamo scelto di portare in degustazione venerdì 9 marzo 2018, in occasione della presentazione della 39° edizione di Agrimont 2018, la fiera di primavera dedicata all'agricoltura di montagna e all'ambiente, che si è svolta presso l'Azienda Agricola "Ai Zei" situata ai piedi del Monte Talvena, nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. 

La rassegna, che si terrà presso il Quartiere Fieristico di Longarone dal 17 al 18 marzo e dal 23 al 25 marzo, rappresenta un importante evento per il settore agricolo da sempre riconosciuto strategico per lo sviluppo delle principali attività legate alla salvaguardia del territorio e che, anche quest'anno, si presenta con innumerevoli proposte dedicate agli operatori del settore, ma anche a coloro che desiderano conoscere più da vicino le produzioni tipiche delle nostre zone montane

A questa trentanovesima edizione, parteciperanno anche aziende legate al mondo del giardinaggio, della floricoltura, dei frutti e piccoli frutti, delle piante aromatichealimurgiche e mellifere, che porteranno in esposizione una varietà di prodotti ed attrezzature da utilizzare per la cura dell'orto e del proprio giardino di casa.

Uno spazio particolare sarà riservato alla zootecnia bellunese, dove si potrà assistere alla tradizionale rassegna delle principali razze bovine, equine, ovi - caprine e avicole organizzata dall'Associazione Regionale Allevatori del Veneto. 

Inoltre, non mancheranno le produzioni agroalimentari locali e nazionali che, oltre a regalarci alimenti di alta qualità, oggi contribuiscono al mantenimento di un paesaggio aperto e fruibile, alla conservazione della biodiversità, alla salvaguardia delle infrastrutture urbane e alla promozione della cultura e delle tradizioni locali.

Durante lo svolgimento di Agrimont 2018 si potrà assistere ad un ricco e variegato programma di appuntamenti che prevederà momenti di approfondimento e dibattito in cui si parlerà dei problemi di convivenza con la fauna selvatica, delle tecniche di innesto e potatura delle piante da fiore e frutto, e delle numerose opportunità concesse oggi dai numerosi contributi e finanziamenti europei per l'acquisto e la sostituzione di macchinari ed attrezzature agricole.

I nostri pregiati vini di alta qualità saranno esposti nello stand della Cooperativa "Il Canitiere della Provvidenza" al Padiglione C, corsia S, stand 19 - 20 - 21 di Longarone Fiere. 

Link di approfondimento:

http://www.agrimont.it/

http://www.agrimont.it/main-menu/visitare/la-manifestazione-2/

http://www.agrimont.it/main-menu/visitare/succede-ad-agrimont/

http://www.cantieredellaprovvidenza.com/

 

 

 

 

 

  

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Cibo, Vino, Arte e Cultura. Il connubio perfetto per lo sviluppo del turismo italiano.

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Oggi la promozione del cibo, del vino, dell'arte e della cultura italiana coinvolge sempre più anche le aziende agricole e le cantine vitivinicole italiane.

A confermarlo è il Secondo Rapporto "Wine + Food + Art - La Buona Italia 2017" elaborato dal Laboratorio Gaivi per il Consorzio di Tutela del Gaivi in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell'Università dell'Insubria di Varese.

Secondo quanto emerge da questo studio, per la metà delle aziende italiane l'investimento in cibo, vino, arte cultura, lo scorso anno si è trasformato in nuove opportunità di business e di turismo, con un significativo aumento di fatturato.

Abbinare il turismo enogastronomico a quello culturale è una buona prassi adottata dal 50% delle aziende vinicole italiane che nell'88% dei casi sono riuscite a rafforzare il legame con il proprio territorio d'origine e, nella stessa percentuale, hanno contribuito ad incrementare la presenza turistica andando a potenziare la rete di servizi messa loro a disposizione.

Questo Secondo Rapporto ha mappato ben 300 realtà agroalimentari italiane che hanno scelto di incorporare nella loro strategia di marketing l'arte, la cultura, l'accoglienza turistica, il cibo e il vino, analizzandone 50 e la fotografia che ne è emersa è quella di una costante crescita del settore enoturistico che conferma dunque come oggi il connubio cibo & arte rappresenti ancora uno dei motori trainanti del sistema economico italiano.

Se nei vigneti è la biodiversità a rendere unico il nostro Paese per l'alta qualità delle sue produzioni vinicole, è altrettanto vero che i custodi di un patrimonio così vasto ed immenso sono ancora le piccole e medie aziende agricole quelle che, finalmente, hanno compreso l'importanza di sapersi proporre e rapportare in modo corretto con il mondo estero per far crescere sia il proprio fatturato, sia il valore sociale ed economico di tutto il territorio che rappresentano.

Anche questo aspetto è contenuto nel Rapporto del Laboratorio del Gaivi. Nei 46% dei casi le imprese analizzate sono di piccola o media dimensione, con un fatturato annuo che si aggira intorno a 1,5 milioni di Euro. Solo il 2% del campione è rappresentato da aziende con fatturati tra i 15 e i 50 milioni di Euro.

E tra le piccole medie imprese la prevalenza spetta a quelle del settore vitivinicolo italiano che rappresentano il 69% del totale. Piccole e medie realtà produttive che nel 76% dei casi hanno voluto intraprendere uno specifico percorso d'integrazione tra vino, cibo e arte. Nel 41% realizzando uno o più eventi culturali all'interno della propria azienda agricola, nel restante 35% facendone una strategia di promozione da integrare in modo permanente allo sviluppo del proprio marketing aziendale.

E le ragioni di questa scelta sono quanto più di nobile ci sia. E' proprio la passione di tanti imprenditori agricoli a far sì che il turismo culturale sia riuscito oggi a varcare con successo i portoni d'ingresso delle loro tenute. Una passione che riguarda anche la volontà di promuovere e valorizzare il proprio territorio d'origine portandolo alla ribalta sia  dei vari stakeholder, sia al servizio della stessa clientela.

Anche Pian delle Vette Cantina di Montagna ha scelto di continuare a sostenere l'arte e la cultura decidendo di accettare ben volentieri l'invito ad organizzare con Arte Officina di Giulia del Cappellano il laboratorio di pittura creativa Artista in Cantina che si svolgerà sabato 24 marzo 2018 alle ore 14:00 a Vignui di Feltre, e che sarà condotto da Elisa Rossi, artista figurativa di fama internazionale specializzata in pittura ad olio.

Obiettivo di questo evento culturale al quale potranno partecipare - previo pagamento della quota d'iscrizione di € 80,00 - da un minimo di quattro ad un massimo di 12 persone, sarà imparare a selezionare, mettere a fuoco ed interpretare in modo corretto la bellezza del mondo che ogni giorno ci circonda, attraverso il disegno artistico e la pittura.

Dopo aver dato libero sfogo alla propria fantasia, ingegno e vena artistica, seguirà una degustazione di vini di alta qualità prodotti dall'azienda agricola Pian delle Vette con possibilità di abbinarli ad un entrèe di formaggi e salumi locali, oppure ad un piatto della cucina tipica bellunese.

Artista in Cantina è un laboratorio che nasce anche con lo scopo di far conoscere le tradizioni tipiche delle  Dolomiti Bellunesi, dove è ancora il suono delle campane a scandire il trascorrere del tempo.

Per maggiori informazioni e/o richieste di prenotazioni a questo primo laboratorio di pittura creativa a Feltre, si prega di inviare un'email a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

  

 

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Alla scoperta della Viticoltura di Montagna.

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Molto spesso si sente parlare in televisione e sul web di viticoltura eroica, come sinonimo di viticoltura di montagna, oppure di coltivazione della vite in zone montane o collinari impervie, difficili e ad altitudini elevate.

Proprio per fare maggiore chiarezza al riguardo, il Cervim, Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna, ha stabilito alcuni criteri di questa particolare coltivazione della vitis vinifera: pendenza del terreno superiore al 30%, altitudine superiore ai 500 metri sul livello del mare, vigne su terrazze e gradini, viticoltura delle piccole isole.

Proprio per la sua conformazione geografica, con l'arco alpino a nord e la catena appenninica che ne attraversa la dorsale, l'Italia presenta molte zone di viticoltura eroica.

Stiamo parlando di una coltivazione della vite e di una produzione di vino molto spesso legate ad un'economia agricola antica e tradizionale.

Si tratta per lo più di un lavoro faticoso che richiede tempo, energie, tanti sacrifici, investimenti economici ed impegno diretto dell'uomo, non sostituibile di certo con quello meccanizzato. 

Proprio per questi ed altri motivi, nel corso dei secoli questa forma di viticoltura è stata presto abbandonata, per lasciare spazio all'introduzione dei vigneti in zone di bassa collina o in pianura, coltivati con sistemi di meccanizzazione anche delle loro vendemmie. 

Lo sviluppo industriale dell'immediato dopoguerra ha inoltre favorito e accelerato la comparsa di questo processo. Il sogno ed il mito della modernità cittadina e del lavoro in fabbrica, hanno generato un profondo cambiamento socio - economico del nostro Paese, che proprio in nome dell'industrializzazione di massa e del primo progresso tecnologico, ha abbandonato le tradizioni rurali e agricole di un tempo

Tuttavia, praticare la viticoltura di montagna, oggi come in passato, vuol dire puntare sulla qualità dei prodotti che sfuggono, almeno in parte, alle logiche di abbattimento dei costi di produzione perseguiti con l'accanimento della viticoltura normale.

In passato la viticoltura eroica veniva descritta come una viticoltura molto importante per gli aspetti sociali e culturali che preservava, esaltando le capacità dei vignaioli di un tempo di aver saputo diligentemente utilizzare tecniche agronomiche particolari per rendere accessibili ai fini produttivi zone impervie caratterizzate dalla presenza di forti pendenze, dalla fragilità dei suoli caratterizzati da forti tendenze all'erosione e all'impossibilità di utilizzare qualsiasi sistema di meccanizzazione

Oggi questa viticoltura si presenta come un modello in grado di promuovere e valorizzare le risorse naturali in modo sostenibile, risultando così più autonoma rispetto alle zone viticole normali. Molto spesso i territori interessati alla viticoltura di montagna svolgono un importante ruolo di controllo dell'erosione e di mantenimento della biodiversità naturale, scongiurando così il pericolo di abbandono di queste terre.

Certamente in Provincia di Belluno l'Azienda Agricola Pian delle Vette, situata ai piedi delle Vette Feltrine, a 600 metri sul livello del mare, nell'area del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, è l'esempio di una Cantina di Montagna che ha saputo progettare il proprio lavoro facendo dell'impegno e della passione per il vino e per l'ambiente il vero motivo del proprio operare e credere.

Per rispettare questi principi, quest'azienda si è data una dimensione a misura d'uomo, tale da permettere una completa autonomia nella gestione operativa, affinchè tutte le operazioni colturali siano mirate alla salvaguardia della fragilità dell'ecosistema.

Consapevoli di operare in un ambiente difficile, ma appartenente a quelle realtà enologiche italiane di grande pregio storico, culturale e paesaggistico, ogni decisione è stata ed è dettata dal rispetto di precise regole.

Ad esempio, la scelta varietale ha fatto ricorso a quelle selezioni che più si adattano all'ambiente di montagna e che maggiormente possono farsi portavoce dei rigidi inverni, dei sensibili sbalzi termici notte / dì e delle ristrettezze nutritive dei suoli.

I vini prodotti a Pian delle Vette ricordano l'armonia del paesaggio, la quiete dei luoghi di montagna, il benessere dei vigneti e la ricca biodiversità che li arricchisce di profumi e aromi garantendo tipicità e unicità. 

Ogni vigneto rappresenta una piccola nicchia studiata per valorizzare l'interazione tra la vite e l'ambiente per ottenere così vini di alta qualità, che siano vera espressione del terroir di montagna,  lontani dal rispetto di mode e tendenze del momento. 

L'estensione dei vigneti, che privilegiano l'esposizione dei grappoli e delle foglie al sole, è di due ettari e mezzo su cui crescono le bacche rosse tipo Pinot Nero, Teroldego, Gamaret e Diolinoir, le bacche bianche Chardonnay, Muller Thurgau e Traminer Aromatico. Quattro di queste varietà fanno parte dell'IGT Vigneti delle Dolomiti (Pinot Nero, Teroldego, Muller Thurgau e Traminer) 

Oggi la Società Agricola Pian delle Vette è gestita da Egidio D'Incà e Walter Lira, due noti imprenditori feltrini che, dopo aver svolto varie esperienze professionali di successo in diversi settori economici, sono riusciti a coronare il loro sogno di dedicarsi al mondo della viticoltura, riuscendo a rilanciare in pochi anni la loro Cantina di Montagna sia a livello di brand, sia a livello di produzione, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti ufficiali per l'alta qualità dei vini

Fondamentale resta il principio che ispira  tutto il loro impegno e che si basa sulla volontà di avvicinare il consumatore finale al proprio prodotto attraverso una trasparenza di informazioni, per spiegare la purezza dei vini a chi sa apprezzare davvero i "silenzi" della vita. 

In conclusione, Pian delle Vette rappresenta sicuramente un modello di viticoltura di montagna che negli anni è riuscita a dimostrare come anche in queste zone impervie e di non facile coltivazione dei vigneti, si riesca a fare agricoltura di qualità, riuscendo a coniugare sapientemente tradizione e tecnologia, nel pieno rispetto della natura e delle antiche tradizioni locali.   

  

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I Vini Pian delle Vette protagonisti all'Antica Fiera di San Matteo.

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Gusto, artigianato e antiche tradizioni rivivono anche quest'anno nell'Antica Fiera di San Matteo, evento che si svolgerà a Feltre (BL) dal 4 al 5 novembre 2017, con un ricco e variegato programma di appuntamenti ed eventi.

Accanto alle consuete bancarelle con i prodotti tipici della Provincia di Belluno, ci saranno artigiani che daranno dimostrazione delle loro abilità manuali proponendo laboratori di intrecci con salici e vimini locali, numerosi ed interessanti convegni dedicati all'approfondimento della biodiversità e dell'agricoltura biologica in Italia e degustazioni di vini bellunesi di alta qualità, abbinati a prodotti gastronomici locali a Km 0

L'Antica Fiera di San Matteo nasce diversi anni fa per celebrare la Noce di Feltre ed è stata recentemente ripristinata allo scopo di favorire e promuovere la biodiversità locale con altri prodotti agricoli della tradizione di rinomata qualità, come ad esempio i Fagioli di Lamon, il Mais Sponcio per la preparazione della polenta, i Marroni Feltrini, la Nocciola Mestega delle Dolomiti, la Mela Prussiana e la Patata di Cesiomaggiore.

La noce di Feltre.

Fino alla metà del Novecento la produzione di noci nel Feltrino era circa un terzo di quella dell'intera Regione del Veneto. Dopo decenni di quasi totale abbandono, in questi ultimi anni è iniziato un recupero e una valorizzazione di questo antico frutto. 

Nel territorio della Provincia di Belluno esistono tre tipologie di noce: Feltrina, Comune e Cocona. A differenza delle altre varietà, la Noce di Feltre ha la caratteristica della premicità, ovvero si rompe molto facilmente, solo schiacciandola tra le dita.

Questa varietà di noce presenta una forma ovoidale, con base arrotondata ed apice appuntito, con margine delle suture quasi nullo. Il peso medio varia dai 6 ai 10 grammi; il guscio è chiaro e di spessore leggermente più sottile rispetto alle medie riscontrabili per altre varietà, con un gheriglio che si rimuove facilmente dal guscio. 

L'albero della noce non fornisce solo un frutto gustoso, energetico e facile da conservare. Dall'arbusto si ricava un legno pregiato che viene impiegato per la realizzazione di arredi e complementi d'arredo. Dalle foglie, dalla corteccia, dal mallo e dai gusci vengono estratte invece delle sostanze per uso farmaceutico e cosmetico.  

Raccolta in autunno, la noce Feltrina è ampiamente utilizzata in cucina nella preparazione di antipasti, primi e secondi piatti, dolci, caramellati, gelati e liquori tipici locali come il "noccino"

La Noce di Feltre è inserita nell'albo dei prodotti agroalimentari tradizionali nazionali con la denominazione "Noce di Feltre" (P.A.T. - Ministero delle Politiche Agricole e Forestali - D.M. 350/1999), nella Strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi, nonchè nella Carta Qualità del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Anche Pian delle Vette Cantina di Montagna parteciperà a questa fiera agricola con i propri vini di alta qualità che ricordano l'armonia del paesaggio e la quiete dei luoghi delle Dolomiti Bellunesi. 

Scoprite i nostri pregiati vini di montagna visitando il nostro sito web www.piandellevette.it e non perdete l'occasione di venire a degustarli dal vivo nel nostro stand all'Antica Fiera di San Matteo a Feltre. 

 

  

 

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La fertilità del terreno.

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La fertilità di un terreno non è determinata semplicemente dalla sua dotazione in principi nutritivi (fertilità chimica) ma soprattutto dalla sua capacità di essere ospite di vita, cioè di riuscire ad accogliere e sostenere in modo duraturo la presenza di piante, animali e microrganismi (fertilità biologica); essi per vivere necessitano di un habitat ospitale e quindi è necessario che il terreno sia permeabile all'aria e all'acqua, che non sia oggetto di un eccessivo accumulo di sostanze chimiche di sintesi ed infine, fornisca alimenti ricchi di carbonio, cioè sostanza organica, da cui poter ricavare energia per il proprio metabolismo. 

Essere per un terreno permeabile all'aria e all'acqua significa non formare crosta superficiale, non essere compattato, ma essere, invece formato da tante piccole zolle, fatte a loro volta di altre zolle, nelle quali e tra le quali riesce a svilupparsi una rete di canali, piccoli e grandi, fondamentale per permettere il deflusso dell'acqua caduta in eccesso, la circolazione dell'aria, la ritenzione dell'acqua e la sua risalita per capillarità (fertilità fisica).

Non essere oggetto di un accumulo di sostanze chimiche di sintesi, dovuto all'impiego eccessivo di diserbanti, concimi a pronto effetto e di antiparassitari, significa evitare possibili effetti nocivi sulle popolazioni di numerose specie di organismi terricoli e, di conseguenza sulla biodiversità. Il terreno è un grande organismo vivente in cui la cooperazione tra specie (piante, animali e microrganismi terricoli) dovrebbe prevalere su fenomeni di competizione che risultano preponderanti laddove l'agroecosistema è stato eccessivamente semplificato (una sola grande coltura, un unico grande campo, un unico raccolto). 

La cooperazione implica azioni che promuovono la diversità delle specie presenti nel campo coltivato, sopra e sotto la superficie del terreno. Ciò che nella pratica agricola dovrebbe essere promosso è la formazione e il mantenimento di una fitta rete di interazioni fra organismi viventi. 

Infatti, la ricchezza in specie di un ecosistema, lo porta ad essere stabile; la stabilità genera fertilità e questa porta abbondanza e alta qualità nelle produzioni.

La biodiversità che dovrebbe essere promossa nella pratica agricola non dovrebbe riguardare esclusivamente la presenza di organismi di tipo selvatico (microrganismi, lombrichi, uccelli, ecc) ma anche le piante coltivate (biodiversità coltivata) in merito al numero di specie e di varietà presenti nel campo.

Concludiamo questo articolo, con una gallery di foto che abbiamo scattato insieme all'agronomo Luca Conte che, recentemente, ha eseguito un'analisi esplorativa della fertilità del nostro terreno. 

Per scoprire lo "stato di salute della nostra terra", continua a seguirci sul nostro sito web e profili social network. 

 

 

 

 

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